in tutto questo tempo la cosa che mi ha stupito di più è stata la ferma e sicura opinione di chi, da una parte o dall'altra, sapeva perfettamente cosa era giusto e cosa era sbagliato. Cosa avrebbe dovuto fare il padre o cosa avrebbero dovuto fare le istituzioni.
Io, ogni volta, venivo assalito dai dubbi.
Se accadesse a me non vorrei assolutamente che le persone intorno a me vivessero il perpetuarsi nel tempo di un dramma, magari aggrappati ad una speranza che continua ad auto alimentarsi e che alla lunga logorerebbe anche loro.
Se accadesse ad un mio familiare non saprei come comportarmi senza un'esplicita espressione della sua volontà.
Mi ha disgustato, in un momento di crisi come quello attuale, in una situazione in cui i problemi da risolvere sono davvero tanti, il fatto che il parlamento si mobilitasse immediatamente per discutere un decreto d'urgenza, con posizioni assolutamente ideologiche, con barricate e prese di posizione convinte e decise da una parte e dall'altra degli schieramenti. Da anni restano irrisolti il conflitto di interessi, la riforma delle pensioni, la revisione del sistema dei privilegi che tutela i furbi e non i bravi e così via.
In tutto questo, l'unica cosa che mi rimane da fare è salutare Eluana e sperare che questa sia stata una lezione per tutto il paese, che ci dia l'occasione per riflettere in modo pacato e sereno sulle questioni, riuscire a dare alle cose il peso che si meritano e non affrontarle sempre con la fretta ed il decisionismo di chi non ha il tempo per pensare.
Adesso il parlamento può prendersi il tempo di cui necessita per ascoltare gli esperti, i gruppi di pressione, i laicisti, i cattolici, i tecnici e chi riterrà più opportuno, ed arrivare ad un testo meditato e condiviso e non dettato dalla pressione mediatica. Staremo a vedere cosa succederà.




