L'orgoglio trentino si manifesta in diverse forme, ma emerge soprattutto quando qualche trentino arriva al successo fuori dalla propria terra.
Elboomeran(g) - El blog literario latinoamericano (Spagna)
14 febbraio 2006
di SANTIAGO RONCAGLIOLO - www.elboomeran.com
Il mio libro di racconti è apparso in Italia, però non con un grande gruppo editoriale e nemmeno con una gigantesca impresa bensì con la casa editrice più piccola di quel paese.
È un casa editrice così giovane che ha pubblicato solo due libri e così piccola che porta il nome del suo editore e unico lavoratore: Roberto Keller.
Roberto viene a prendermi di persona all'aeroporto accompagnato da Giacomo. Giacomo è il suo furgone. Lo ha comprato per poter viaggiare e dormici dentro. E in effetti, dentro a Giacomo è possibile dormire, vivere, installare una fabbrica di prosciutti o giocare una partita di calcio.
E inoltre Giacomo è più di un mezzo di trasporto è un socio di Roberto che oltre ad editore di letteratura è promotore di concerti di musica elettronica, redattore di discorsi politici, giornalista, professore e consulente culturale. E se questo fosse poco Roberto è amico di mezzo mondo così che il gigantesco Giacomo è continuamente richiesto per gite di ragazzi, tour musicali e ogni tipo di necessità della comunità che van riempiendo il suo spazio di giocattoli, strumenti musicali, dischi, e altri segnali di una ricca vita interiore.
È chiaro che un editore come Roberto non risponde alle convenzioni del mestiere. Gli editori solitamente sono interessati solo ai romanzi. Roberto però mi ha chiesto un libro di racconti. Nessuno di solito comincia un'avventura editoriale con le traduzioni perché è più economico e facile cominciare con autori locali. Pero per lui è lo stesso. Molti editori, compresi i grandi gruppi editoriali, considerano
che invitare gli autori a presentare il loro primo libro sia un lusso non necessario. Però Roberto ha smosso cielo e terra per ritrovarci in Italia, mi ha alloggiato nell'appartamento vuoto di alcuni amici, ha guidato per due ore e mezza e altrettante al ritorno per incontrarci all'aeroporto di Treviso e non mi permette nemmeno di offrirgli un caffè. Per farlo devo avvicinarmi segretamente ai camerieri. E qualche volta mi chiedo se Roberto sia cosciente di quella cosa chiamata mercato e glielo dico. Lui mi risponde: Io pubblico solo i libri nei quali credo. Così il lavoro non è un peso. In effetti, la settimana di tour nel nord Italia è una delle più divertenti che ho passato da molto tempo a questa parte. A bordo di Giacono, Roberto e io passiamo Milano, Bologna, Trento e Venezia attaccando poster, convocando la stampa locale, facendo piccole presentazioni e portando noi stessi le casse con i libri. Sembriamo una banda di rock garage o un gruppo di comici ambulanti che conquistano i lettori uno a uno.
Tutto il viaggio trascorre in un'atmosfera di amicizia adolescenziale. Durante le interminabili ore di strada parliamo un miscuglio di italiano, spagnolo e inglese, però in questo improvvisato esperanto, noi riusciamo a conversare sui libri, le fidanzate, l'Italia, la vita e la politica. Inoltre nelle varie tappe del cammino si aggrega a noi la squadra di Roberto: le traduttrici, le distributrici e collaboratrici della casa editrice che sono tutte ragazze e tutte belle (O forse è che tutte le italiane sono così? Mistero). E soprattutto condividono un contagioso entusiasmo per la casa editrice e una grande speranza.
La gente è solita pensare che noi scrittori siamo dei tipi molto romantici e gli editori dei bruti capitalisti senza sentimenti. In verità,quando la letteratura è il tuo lavoro, giunge un momento in cui la maggior parte delle tue conversazioni di scrittore riguardano contratti, agenzie, condizioni editoriali e termini di consegna. Invece i giorni in Italia mi hanno ricordato in che cosa consisteva essere scrittore. Credo fermamente che Roberto Keller per il suo infaticabile lavoro e il gusto delle sue edizioni è sulla via giusta per diventare un grande editore. Ma anche se non arrivasse ad esserlo nessuno gli toglierà la passione(o il sorriso).
quest'uomo, con sguardo sornione, pacato e determinato, accogliente e riflessivo, incarna il montanaro moderno: colto, amante della natura, globalizzato, ma legato al proprio territorio ed alle proprie radici.



