Riporto qui sotto due lettere pubblicate ieri dall'Adige.
I miei 4 lettori ;-D sanno che condivido in pieno i contenuti della prima lettera.
Sulla seconda, diamo atto all'amministrazione di aver "cantierato" un sacco di cose, di aver affrontato alcuni nodi cruciali della città, avviando discussioni spesso difficili.
Rispetto a Corso Bettini c'è chi solleva alcune obiezioni rispetto all'estetica, alla valorizzazione delle facciate, al posizionamento di qualche lampione, ma nel complesso possiamo dire che si tratta di un bel lavoro.
A mio avviso rimane da sciogliere un nodo cruciale. Riusciremo a vedere e vivere quella via senza auto?
Riusciremo a convincere i residenti ad utilizzare il parcheggio del mart nelle ore notturne trasformandolo in un pertinenziale dalle 20 alle 8, ed in un parcheggio scambiatore dalle 8 alle 20?
Rovereto, sulle ciclabili mi sento presa in giro
Leggo con un po' di sollievo l'articolo sull'Adige, in data odierna, dove, nelle ultime righe, si lascia aperta la possibilità di un ridisegno di ciclabile in via Fontana. E dico così, perché ieri mi sono sentita presa in giro, come cittadina ciclista convinta, nel sentirmi incoraggiare, dall'assessore competente, a lasciare a casa l'auto ed a prendere invece la bici, dati i lavori concomitanti in città che paralizzano il traffico. Io la bicicletta la uso tutti i giorni e più volte al giorno, per i miei spostamenti e, sinceramente, anche con un semplice tracciato di linea gialla per terra, mi sentivo molto più sicura di oggi che non c'è più nulla, per cui la tentazione, di pedalare sui marciapiedi è sempre più grande… nonostante l'incombente minaccia di multe o altro. Ma chi, come me, crede in una mobilità sostenibile ed abita in periferia (Borgo Sacco), come deve fare per spostarsi in bicicletta, in sicurezza? Perché l'Assessore organizza la biciclettata d'autunno (che quest'anno è andata quasi deserta, io penso, per la contraddizione evidente rilevata dai ciclisti), se poi non crede e non provvede veramente a un uso sicuro della bicicletta, che sembra invece considerare solo un mezzo di passatempo? Condivido invece la posizione decisa del Sindaco sui posteggi in città , quando afferma che «la gente deve capire che le macchine vanno messe nelle strutture» (o sia nei parcheggi interrati) che oggi a Rovereto sono sotto-utilizzate.
Francesca Visintainer - Rovereto
Ai roveretani dico: basta lamentarsi
Ai roveretani dico: smettiamola di lamentarci. Smettiamola con le polemiche per una deviazione, una strada temporaneamente a senso unico, un nuovo semaforo e il traffico dovuti ai lavori in corso. Certo, i disagi si sono fatti e si fanno sentire. Ma un certo buon senso e una piccola dose di sopportazione possono essere molto utili: il risultato che ne avrà la città sarà valso il prezzo di qualche piccolo fastidio. Corso Rosmini sarà a breve un magnifico boulevard: i nuovi marciapiedi, le pensiline per gli autobus recentemente sostituite, palazzo Balista rimesso a nuovo. Corso Bettini è da poco tempo un viale da cartolina; passateci una sera, aggirandovi tra i suoi palazzi sotto le luci aranciate dei nuovi lampioni, fermandovi magari a bere un sorso d'acqua fresca alla fontana appena restaurata: tutto è sospeso in un clima di attesa, quella dell'ultimazione del restauro del teatro Zandonai. L'ordine e la bellezza della città in cui tra poco tempo abiteremo sarà il risultato del lavoro serio di un'amministrazione che si è impegnata per andare incontro alle esigenze dei suoi cittadini. Sarà il risultato del lavoro degli operai e dei tecnici del comune che hanno lavorato anche il sabato, la domenica, quest'estate talvolta la notte pur di cercare di alleviare i nostri disagi. Quando la viabilità e i prossimi lavori saranno ultimati rimarrà solo un ultimo neo: quel parcheggio sull'ex stazione autocorriere. Attualmente uno spreco di spazio. Mi domando quale altra città abbia un'area tanto ampia adibita a solo parcheggio sulla via centrale che l'attraversa. Si tratta di una questione che in ogni caso avrebbe potuto essere risolta in tempi più brevi, se da parte nostra ci fossero state meno diffidenza e più obiettività rispetto ai progetti proposti sull'area, che si auspica diventi una piazza con posteggi interrati. Smettiamola anche con le inutili guerre sui posti auto: nel momento in cui vi siano dei parcheggi per le automobili, non lasciamo che siano i 200 m da percorrere a piedi per raggiungere il centro a farci sollevare discussioni animose che dimenticano l'importanza della vivibilità di un centro cittadino che voglia essere a misura d'uomo. Questo mio invito non è la richiesta di mettere a tacere ogni critica, bensì piuttosto un incentivo a riflettere sull'adeguatezza dei nostri rimproveri. A riflettere su quanto talvolta dietro a presunte scomodità si celino punti d'arrivo per i quali la logica richiede un minimo di pazienza: come la Rovereto in cui abiteremo al termine dei lavori. A riflettere anche sulle modalità con cui solleviamo le nostre obiezioni: perché spesso, oltre a segnalare ciò che crediamo a Rovereto non funzioni, potremmo essere più propositivi, attivandoci per presentare progetti e far sì che vengano realizzati.
Dario Dossi - Rovereto
I miei 4 lettori ;-D sanno che condivido in pieno i contenuti della prima lettera.
Sulla seconda, diamo atto all'amministrazione di aver "cantierato" un sacco di cose, di aver affrontato alcuni nodi cruciali della città, avviando discussioni spesso difficili.
Rispetto a Corso Bettini c'è chi solleva alcune obiezioni rispetto all'estetica, alla valorizzazione delle facciate, al posizionamento di qualche lampione, ma nel complesso possiamo dire che si tratta di un bel lavoro.
A mio avviso rimane da sciogliere un nodo cruciale. Riusciremo a vedere e vivere quella via senza auto?
Riusciremo a convincere i residenti ad utilizzare il parcheggio del mart nelle ore notturne trasformandolo in un pertinenziale dalle 20 alle 8, ed in un parcheggio scambiatore dalle 8 alle 20?
Rovereto, sulle ciclabili mi sento presa in giro
Leggo con un po' di sollievo l'articolo sull'Adige, in data odierna, dove, nelle ultime righe, si lascia aperta la possibilità di un ridisegno di ciclabile in via Fontana. E dico così, perché ieri mi sono sentita presa in giro, come cittadina ciclista convinta, nel sentirmi incoraggiare, dall'assessore competente, a lasciare a casa l'auto ed a prendere invece la bici, dati i lavori concomitanti in città che paralizzano il traffico. Io la bicicletta la uso tutti i giorni e più volte al giorno, per i miei spostamenti e, sinceramente, anche con un semplice tracciato di linea gialla per terra, mi sentivo molto più sicura di oggi che non c'è più nulla, per cui la tentazione, di pedalare sui marciapiedi è sempre più grande… nonostante l'incombente minaccia di multe o altro. Ma chi, come me, crede in una mobilità sostenibile ed abita in periferia (Borgo Sacco), come deve fare per spostarsi in bicicletta, in sicurezza? Perché l'Assessore organizza la biciclettata d'autunno (che quest'anno è andata quasi deserta, io penso, per la contraddizione evidente rilevata dai ciclisti), se poi non crede e non provvede veramente a un uso sicuro della bicicletta, che sembra invece considerare solo un mezzo di passatempo? Condivido invece la posizione decisa del Sindaco sui posteggi in città , quando afferma che «la gente deve capire che le macchine vanno messe nelle strutture» (o sia nei parcheggi interrati) che oggi a Rovereto sono sotto-utilizzate.
Francesca Visintainer - Rovereto
Ai roveretani dico: basta lamentarsi
Ai roveretani dico: smettiamola di lamentarci. Smettiamola con le polemiche per una deviazione, una strada temporaneamente a senso unico, un nuovo semaforo e il traffico dovuti ai lavori in corso. Certo, i disagi si sono fatti e si fanno sentire. Ma un certo buon senso e una piccola dose di sopportazione possono essere molto utili: il risultato che ne avrà la città sarà valso il prezzo di qualche piccolo fastidio. Corso Rosmini sarà a breve un magnifico boulevard: i nuovi marciapiedi, le pensiline per gli autobus recentemente sostituite, palazzo Balista rimesso a nuovo. Corso Bettini è da poco tempo un viale da cartolina; passateci una sera, aggirandovi tra i suoi palazzi sotto le luci aranciate dei nuovi lampioni, fermandovi magari a bere un sorso d'acqua fresca alla fontana appena restaurata: tutto è sospeso in un clima di attesa, quella dell'ultimazione del restauro del teatro Zandonai. L'ordine e la bellezza della città in cui tra poco tempo abiteremo sarà il risultato del lavoro serio di un'amministrazione che si è impegnata per andare incontro alle esigenze dei suoi cittadini. Sarà il risultato del lavoro degli operai e dei tecnici del comune che hanno lavorato anche il sabato, la domenica, quest'estate talvolta la notte pur di cercare di alleviare i nostri disagi. Quando la viabilità e i prossimi lavori saranno ultimati rimarrà solo un ultimo neo: quel parcheggio sull'ex stazione autocorriere. Attualmente uno spreco di spazio. Mi domando quale altra città abbia un'area tanto ampia adibita a solo parcheggio sulla via centrale che l'attraversa. Si tratta di una questione che in ogni caso avrebbe potuto essere risolta in tempi più brevi, se da parte nostra ci fossero state meno diffidenza e più obiettività rispetto ai progetti proposti sull'area, che si auspica diventi una piazza con posteggi interrati. Smettiamola anche con le inutili guerre sui posti auto: nel momento in cui vi siano dei parcheggi per le automobili, non lasciamo che siano i 200 m da percorrere a piedi per raggiungere il centro a farci sollevare discussioni animose che dimenticano l'importanza della vivibilità di un centro cittadino che voglia essere a misura d'uomo. Questo mio invito non è la richiesta di mettere a tacere ogni critica, bensì piuttosto un incentivo a riflettere sull'adeguatezza dei nostri rimproveri. A riflettere su quanto talvolta dietro a presunte scomodità si celino punti d'arrivo per i quali la logica richiede un minimo di pazienza: come la Rovereto in cui abiteremo al termine dei lavori. A riflettere anche sulle modalità con cui solleviamo le nostre obiezioni: perché spesso, oltre a segnalare ciò che crediamo a Rovereto non funzioni, potremmo essere più propositivi, attivandoci per presentare progetti e far sì che vengano realizzati.
Dario Dossi - Rovereto

