lunedì, 26 ottobre 2009
Riporto qui sotto due lettere pubblicate ieri dall'Adige.
I miei 4 lettori ;-D sanno che condivido in pieno i contenuti della prima lettera.
Sulla seconda, diamo atto all'amministrazione di aver "cantierato" un sacco di cose, di aver affrontato alcuni nodi cruciali della città, avviando discussioni spesso difficili.

Rispetto a Corso Bettini c'è chi solleva alcune obiezioni rispetto all'estetica, alla valorizzazione delle facciate, al posizionamento di qualche lampione, ma nel complesso possiamo dire che si tratta di un bel lavoro.

A mio avviso rimane da sciogliere un nodo cruciale. Riusciremo a vedere e vivere quella via senza auto?
Riusciremo a convincere i residenti ad utilizzare il parcheggio del mart nelle ore notturne trasformandolo in un pertinenziale dalle 20 alle 8, ed in un parcheggio scambiatore dalle 8 alle 20?


Rovereto, sulle ciclabili mi sento presa in giro

Leggo con un po' di sollievo l'articolo sull'Adige, in data odierna, dove, nelle ultime righe, si lascia aperta la possibilità di un ridisegno di ciclabile in via Fontana. E dico così, perché ieri mi sono sentita presa in giro, come cittadina ciclista convinta, nel sentirmi incoraggiare, dall'assessore competente, a lasciare a casa l'auto ed a prendere invece la bici, dati i lavori concomitanti in città che paralizzano il traffico. Io la bicicletta la uso tutti i giorni e più volte al giorno, per i miei spostamenti e, sinceramente, anche con un semplice tracciato di linea gialla per terra, mi sentivo molto più sicura di oggi che non c'è più nulla, per cui la tentazione, di pedalare sui marciapiedi è sempre più grande… nonostante l'incombente minaccia di multe o altro. Ma chi, come me, crede in una mobilità sostenibile ed abita in periferia (Borgo Sacco), come deve fare per spostarsi in bicicletta, in sicurezza? Perché l'Assessore organizza la biciclettata d'autunno (che quest'anno è andata quasi deserta, io penso, per la contraddizione evidente rilevata dai ciclisti), se poi non crede e non provvede veramente a un uso sicuro della bicicletta, che sembra invece considerare solo un mezzo di passatempo? Condivido invece la posizione decisa del Sindaco sui posteggi in città , quando afferma che «la gente deve capire che le macchine vanno messe nelle strutture» (o sia nei parcheggi interrati) che oggi a Rovereto sono sotto-utilizzate.

Francesca Visintainer - Rovereto


Ai roveretani dico: basta lamentarsi
Ai roveretani dico: smettiamola di lamentarci. Smettiamola con le polemiche per una deviazione, una strada temporaneamente a senso unico, un nuovo semaforo e il traffico dovuti ai lavori in corso. Certo, i disagi si sono fatti e si fanno sentire. Ma un certo buon senso e una piccola dose di sopportazione possono essere molto utili: il risultato che ne avrà la città sarà valso il prezzo di qualche piccolo fastidio. Corso Rosmini sarà a breve un magnifico boulevard: i nuovi marciapiedi, le pensiline per gli autobus recentemente sostituite, palazzo Balista rimesso a nuovo. Corso Bettini è da poco tempo un viale da cartolina; passateci una sera, aggirandovi tra i suoi palazzi sotto le luci aranciate dei nuovi lampioni, fermandovi magari a bere un sorso d'acqua fresca alla fontana appena restaurata: tutto è sospeso in un clima di attesa, quella dell'ultimazione del restauro del teatro Zandonai. L'ordine e la bellezza della città in cui tra poco tempo abiteremo sarà il risultato del lavoro serio di un'amministrazione che si è impegnata per andare incontro alle esigenze dei suoi cittadini. Sarà il risultato del lavoro degli operai e dei tecnici del comune che hanno lavorato anche il sabato, la domenica, quest'estate talvolta la notte pur di cercare di alleviare i nostri disagi. Quando la viabilità e i prossimi lavori saranno ultimati rimarrà solo un ultimo neo: quel parcheggio sull'ex stazione autocorriere. Attualmente uno spreco di spazio. Mi domando quale altra città abbia un'area tanto ampia adibita a solo parcheggio sulla via centrale che l'attraversa. Si tratta di una questione che in ogni caso avrebbe potuto essere risolta in tempi più brevi, se da parte nostra ci fossero state meno diffidenza e più obiettività rispetto ai progetti proposti sull'area, che si auspica diventi una piazza con posteggi interrati. Smettiamola anche con le inutili guerre sui posti auto: nel momento in cui vi siano dei parcheggi per le automobili, non lasciamo che siano i 200 m da percorrere a piedi per raggiungere il centro a farci sollevare discussioni animose che dimenticano l'importanza della vivibilità di un centro cittadino che voglia essere a misura d'uomo. Questo mio invito non è la richiesta di mettere a tacere ogni critica, bensì piuttosto un incentivo a riflettere sull'adeguatezza dei nostri rimproveri. A riflettere su quanto talvolta dietro a presunte scomodità si celino punti d'arrivo per i quali la logica richiede un minimo di pazienza: come la Rovereto in cui abiteremo al termine dei lavori. A riflettere anche sulle modalità con cui solleviamo le nostre obiezioni: perché spesso, oltre a segnalare ciò che crediamo a Rovereto non funzioni, potremmo essere più propositivi, attivandoci per presentare progetti e far sì che vengano realizzati.

Dario Dossi - Rovereto
postato da: robertopallanch alle ore 10:05 | Permalink | commenti (11)
Commenti
#1    26 Ottobre 2009 - 11:30
 
Che ci siano dei pezzi di ciclabile poco sicuri non è solo opinione di Valduga.
Penso ad esempio alla pista ciclabile di viale Trento: la ciclabile corre tra ipocastani e verde vario ed è interrotta da entrate e uscite automobilistiche molto trafficate. Le bici sono quindi poco visibili per gli automobilisti. Anche perché molti non hanno la cultura del dare attenzione alle bici che si muovono sulle ciclabili. Viene da pensare che in quel tratto per i ciclisti sia meglio muoversi sulla strada, dove si è più visibili.
Questo non vuol dire ovviamente che siano giusti i provvedimenti della Giunta sulla ciclabilità: semplicemente non basta creare piste ciclabili per creare sicurezza per i ciclisti.
Ciao
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#2    26 Ottobre 2009 - 12:53
 
il che significa fare delle scelte significative.
Il sindaco dice che è pronto a ragionare sulle ciclabili purchè non si interrompano in via Fontana.... si possono studiare anche soluzioni alternative a Via Dante, ma dopo bisogna crederci.

Ci proviamo?

Per chi viene da Lizzanella anche via Circonvallazione e via Halberr possono essere ottime vie di penetrazione per la città.
Si può continuare su via Saibanti condividendo un pezzo di marciapiede (dal semaforo fino al Follone) e togliendo una fila di parcheggi su via Saibanti si arriva all'incrocio con via Campagnole.
Qui abbiamo già un progetto di collegamento con il centro, altrimenti sfruttiamo via Cesari, via Vannetti e Borgo S. Caterina che hanno già flussi di traffico ridotti e portano alla scuola D. Chiesa ed alla Stazione.

... buttato lì di getto, senza essere un tecnico, ma solo per dimostrare che è una questione di volontà!!!

Una soluzione come questa potrebbe cogliere l'occasione della ristrutturazione del Follone (il nodo che deve essere cruciale per la prossima legislatura) e farlo diventare un punto di snodo anche per la mobilità ciclabile.

vago a disnar!
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#3    27 Ottobre 2009 - 13:41
 
Esistono ciclabili totalmente sicure?
Un mio amico mi faceva osservare che anche le strisce per i pedoni hanno medesimo livello di sicurezza delle "strisce colorate" che Valduga sta eliminando dalla città.

Girando la città ho sempre più l'impressione di un'"anarchia dilagante" dei ciclisti che vedendosi eliminate quelle misere vie (via Fontana o corso Bettini), quasi si sentono "giustificati" a salire sui marciapiedi o ad andare contromano.
Per questo io credo che il danno maggiore all'eliminazione della ciclabile di via Fontana (e analogamente di corso Bettini) sia stato proprio l'aver eliminato una via "abituale" ai ciclisti, l'aver colpito qualcosa di "consolidato" per ciclisti ed automobilisti.
E tale sensazione di anarchia io a Trento non la percepisco: col tempo i cittadini ciclisti fruiscono dei percorsi organici tracciati dall'amministrazione ed i cittadini automobilisti pian piano fanno attenzione alle uscite ove passano le ciclabili.

Per questo mi non mi convince il ragionare in modo "critico" su quelle 4 ciclabili di cui è dotata Rovereto. Non è il "tempo" per farlo (nel senso che son tempi talmente grami che è meglio tenersi stretto quanto ora si ha).

Ad ogni modo Roberto centra il nocciolo del problema: bisogna "crederci" e "fare delle scelte significative".
E così dopo la discussione sul PRG sfociata nella Mozione Gerola, la raccolta firme del PD (che per me è già un successo avendo ulteriormente evidenziato la sensibilità della cittadinanza al tema), il risalto dato al tema da l'Adige e l'imminente convegno mi chiedo quali possano essere i prossimi passi per portare avanti il tema.

Caro GinoCerruti il tuo contributo sempre stimolante è atteso "con ansia"

Ciao
Lorenzo Martinelli


utente anonimo

#4    27 Ottobre 2009 - 14:29
 
Ho sentito più di una persona dire che ci sono pezzi di ciclabile pericolosi. Un signore ha detto che non si fida a mandare i propri figli sulla ciclabile di viale Trento e che sarebbe meglio se fosse spostata sull’altro lato, dove non ci sono negozi così frequentati. Una signora ha detto che avrebbe firmato per le ciclabili, a patto che le nuove non siano come alcune che sono già state fatte.
Anche le strisce pedonali vanno fatte con una certa accortezza: non si possono mettere dietro a una curva o a un dosso, altrimenti si incentivano i pedoni a mettersi in situazioni pericolose.
Poniamo che in viale Trento un automobilista venga da Sant’Ilario e voglia svoltare alla coop e un ciclista provenga da corso Bettini, quindi con direzione opposta: il ciclista è più visibile se si trova sulla carreggiata stradale che se si trova sulla ciclabile (anche perché pedoni e ciclisti spesso si invertono: gli uni occupano lo spazio degli altri e in mezzo ci sono gli ipocastani, che contribuiscono a togliere visibilità).
Ciao
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#5    27 Ottobre 2009 - 14:48
 
Ok, hai ragione. E quindi? Andiamo tutti in macchina?

Ciao
Lorenzo Martinelli
utente anonimo

#6    27 Ottobre 2009 - 16:12
 
I signori "critici" alla fine hanno firmato la petizione del PD per potenziare la rete delle ciclabili.
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#7    27 Ottobre 2009 - 17:32
 
Benom.

E per il "futuro"? Idee, suggerimenti?


LM
utente anonimo

#8    27 Ottobre 2009 - 23:35
 
In viale Trento stanno allargando il marciapiede sul lato ovest. Non so esattamente cosa vogliono fare, anche perché non mi sono mai fermato a guardare, ma condivido l'idea di spostare su quel lato la ciclabile: le bici sarebbe meglio visibili e ci sarebbero meno interferenze con auto e pedoni. Magari si potrebbe mettere un semaforo a chiamata per collegarsi con la ciclabile che entra in via Brione. Idea tutta da verificare (per lo meno con una carta sotto mano...), ma di sicuro le ciclabili vanno pensate ponendo la massima attenzione alle interferenze con auto e pedoni.
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#9    28 Ottobre 2009 - 08:28
 
Restare su quel lato permetterebbe di sfruttare il marciapiede largo fino al liceo.
Poi, dai giardini in poi si potrebbe ragionare tenendo conto dei progetti di riqualificazione del "corso nuovo" che dovrebbe permettere una facile convivenza tra pedoni e ciclisti.
Dopo, arrivati in Piazza Rosmini bisogna fare i conti con chi è convinto che il corso sia solo un prolungamento della strada provinciale di Terragnolo (vedi lettera sull'Adige di ieri)
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#10    28 Ottobre 2009 - 08:49
 
Ecco la lettera di ieri de l'Adige:
Rovereto, una malsana idea chiudere corso Rosmini
Ho letto questa mattina che a qualcuno in comune a Rovereto è venuta la malsana idea di chiudere per l'ennesima volta corso Rosmini, e non per un giorno ma addirittura per un mese. Tutto questo per riproporre un mercatino natalizio che è già naufragato miseramente gli anni scorsi perché più che natalizio era etnico e non so che altro. Perché vi intestardite a chiudere corso Rosmini, causando caos e disagi, nonché inquinamento, quando ci sono le piazze nel centro storico, tra l'altro già isola pedonale, che non aspettano altro che rivivere insieme a quei pochi negozi ormai dimenticati e che rischiano la chiusura? Oppure, visto che avete appena abbellito corso Bettini e i suoi marciapiedi sono molto più larghi, perché non approfittarne, tra l'altro i lampioni antichizzati rafforzerebbero l'effetto scenico del Natale. Vi faccio inoltre notare che corso Rosmini non termina con la piazza della fontana ma mette in comunicazione, tramite via dei Colli non solo Noriglio e qualche sperduto paesino di montagna ma bensì due regioni. Anche se per immetterci in quella strada dobbiamo rischiare di investire qualche pedone cocciuto che crede ancora di avere la precedenza sulle auto. Qualcuno potrebbe mettere un cartello per istruire chi vede delle strisce pedonali dove non ci sono? (all'inizio di via dei Colli). Qualcuno potrebbe altresì informare i pedoni che piazza Rosmini non è isola pedonale?
Graziella Ongari - Rovereto


Ed una risposta di oggi (sempre sullo stesso giornale):
Rovereto, molti lavori necessari per la sicurezza
Credo che Dario Dossi, che saluto cordialmente, non me ne vorrà se mi permetto di fare alcune osservazioni alla sua lettera diretta ai roveretani, che purtroppo non hanno partecipato in modo significativo al referendum, che li avrebbe visti diretti protagonisti nelle scelte che li riguardano e che pertanto le loro lamentele si possono ascrivere a quelle che vengono definite «lamentele da bar», cioè a quelle lamentele che non hanno, di fatto, nessun significato concreto. Sono comunque d'accordo sul fatto che tanti lavori fatti, oltre che fare bella la città, erano indispensabili per la nostra incolumità, mi riferisco al rifacimento di corso Rosmini che quando il marciapiede era bagnato assomigliava a una pista di pattinaggio con le conseguenze che questo comportava. Per quanto riguarda i lavori in viale Trento invece mi è dispiaciuto molto il taglio degli ippocastani quasi secolari e, almeno credo, sani, ma aspetto di vedere i lavori ultimati per farmene una ragione. A proposito della stazione delle autocorriere, non la considererei un'area tanto ampia come quella, per esempio, del Follone, e mi auguro fortemente che venga rimesso in discussione il progetto di costruirci sopra delle abitazioni, questo io lo considererei uno «scempio urbanistico». Io sarei addirittura contraria a scavare sotto la piazza per farne un garage che aumenterebbe di molto il traffico automobilistico, che in questa parte della città è altissimo, e anche per la forte concentrazione di condomini di grandi dimensioni che la circondano.
Elisabetta Cimadomo - Rovereto

utente anonimo

#11    30 Ottobre 2009 - 08:53
 
Da l'Adige di oggi. Il dibattito continua...sterilmente
Lorenzo Martinelli


Via Fontana, limite ai 30 all’ora
Ma c’è chi sorpassa comunque

Continua l'operazione "velocità ridotta in centro storico" a Rovereto. Dopo averlo introdotto in corso Bettini, infatti, l'amministrazione comunale ha emanato ieri l'ordinanza che instaura il limite dei 30 all'ora anche in via Fontana, dopo che il 9 settembre scorso, ultimati i lavori di pavimentazione e di rifacimento dei marciapiedi, era stato istituito il divieto di sosta su ambo i lati della strada, togliendo anche gli 11 posti auto sul lato ovest. Un provvedimento che tante polemiche aveva sollevato, provocando anche la mozione del consigliere del Pdl Andrea Benoni che ne chiedeva il ripristino, bocciata non solo dalla maggioranza ma anche da Pd e Upt. Niente più parcheggi in via Fontana, quindi, niente ciclabile e neppure velocità elevate. Così la giunta comunale, nella seduta del 12 ottobre 2009 «ha definito di moderare la velocità lungo tale strada al fine di migliorare la sicurezza sia per gli autoveicoli che per i velocipedi ed i pedoni, dall'istruttoria condotta non sono emersi elementi ostativi per l'accoglimento della richiesta formulata - spiega il dirigente coordinatore dell'ara tecnica Luigi Campostrini nell'ordinanza - si ritiene pertanto indispensabile aderire a quanto richiesto per tutelare l'incolumità dei passanti e degli addetti ai lavori, anche nella logica di consentire il perseguimento del superiore interesse pubblico, che nella fattispecie trova anche concretizzazione nella sollecita esecuzione dell'intervento prospettato». Quando entrerà in vigore il nuovo limite? Non appena verrà installata la relativa segnaletica stradale. Qualche operatore della via si chiede: «Però qui non c'è il divieto di sorpasso, vero? Vista la larghezza della strada, senza né parcheggi né ciclabile, non è certo una rarità vedere dei sorpassi, non creano pericoli anche queste manovre?».

G.L.



Rovereto una città a traffico totalmente limitato.
L'idea del corso Bettini con le bancarelle del Natale (che l'anno scorso non mi sono sembrate poi troppo affollate) mi sembra la più auspicabile dal momento che è stato definito «il salotto buono» della città, a che scopo è stato abbellito allora? Solo per far circolare le auto a 30 Km all'ora?

Enrico Menis
utente anonimo

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