Sono un trentaSETTenne che ama fare sport, vivere all'aria aperta, conoscere posti e persone nuove, imparare e divertirmi.
Dedico il mio tempo libero a queste attività e cerco di partecipare alla vita della mia comunità attraverso l'impegno politico, qualche attività di volontariato, e curiosando su tutto quello che si muove sul territorio.
Sono stato rappresentante degli studenti alle scuole superiori ed anche all'Università .
Ho sempre partecipato alla vita politica della città di Rovereto. Nella legislatura dal 2000 al 2005 sono stato Consigliere Compensoriale del C10
Dal 2005 sono consigliere e vice presidente della Circoscrizione Centro di Rovereto.
Mi sono messo a disposizione come portavoce provvisorio del Circolo del Partito Democratico di Rovereto da luglio del 2008 fino a marzo del 2009.
Sono tutt'ora nel direttivo del circolo PD di Rovereto e sono delegato per il Circolo di Valle.
Lavoro all'Opera Universitaria di Trento, dove sono responsabile dell'Area Servizi Agli Studenti.
Mi sono laureato in Economia Politica all'Università di Trento, ed ho da poco concluso un master in Management dell'Università e della Ricerca al Politecnico di Milano.
Nel tempo libero vado in montagna a piedi, in bici o con gli sci d'alpinismo.
Scatto malamente qualche fotografia
Sabato 7 novembre il gruppo Emergency di Rovereto organizza una cena solidale presso i locali della Sacra famiglia a Rovereto (Piazzale De Francesco, 1 - Rovereto)
Il costo per persona è di 20.00 euro (cena completa dall'antipasto al dolce, bevande incluse).
Indicativamente si potrà arrivare a partire dalle 19.00 per un aperitivo "alternativo", mentre la cena avrà inizio alle ore 20.00 (e per ovvie esigenze organizzative, si raccomanda la puntualità).
Ha ragione Luisa Patruno quando nel suo editoriale di ieri sostiene che il risultato delle primarie era scontato. Con quattro candidati è praticamente impossibile che uno superi il 50%.
La prima riflessione che mi viene da fare è: adesso ricomincia la solita bagarre tra opportunità politiche e regole, tra indicazioni degli elettori e rispetto dello statuto.
Un pò di amarezza per le dichiarazioni di Kessler: "questa volta ho vinto io". Nonostante i rimbrotti e le prediche sulle regole, mi sembra che cerchi sempre di rivendicare il peso della corrente.
Scientifica l'Operazione di disinnesco di Pinter da parte dei sostenitori di Veronesi. Hanno sottratto quel che bastava per risultare il terzo degli eletti ed essere escluso dal potenziale ballottaggio.
Con questa operazione gli eletti di Rovereto e Vallagarina risultano essere meno di quelli del Basso Sarca.
Ultima considerazione sugli eletti:
Lorandi Fabiano
Dorigotti Sandra
Ballardini Bruno
Merighi Claudia
Chiasera Sabina
Simoncelli Chiara
L'età media è, ancora una volta, sopra i 50 anni. C'erano candidati più giovani, ma gli elettori hanno scelto così!
Riporto qui sotto due lettere pubblicate ieri dall'Adige.
I miei 4 lettori ;-D sanno che condivido in pieno i contenuti della prima lettera.
Sulla seconda, diamo atto all'amministrazione di aver "cantierato" un sacco di cose, di aver affrontato alcuni nodi cruciali della città, avviando discussioni spesso difficili.
Rispetto a Corso Bettini c'è chi solleva alcune obiezioni rispetto all'estetica, alla valorizzazione delle facciate, al posizionamento di qualche lampione, ma nel complesso possiamo dire che si tratta di un bel lavoro.
A mio avviso rimane da sciogliere un nodo cruciale. Riusciremo a vedere e vivere quella via senza auto?
Riusciremo a convincere i residenti ad utilizzare il parcheggio del mart nelle ore notturne trasformandolo in un pertinenziale dalle 20 alle 8, ed in un parcheggio scambiatore dalle 8 alle 20?
Rovereto, sulle ciclabili mi sento presa in giro
Leggo con un po' di sollievo l'articolo sull'Adige, in data odierna, dove, nelle ultime righe, si lascia aperta la possibilità di un ridisegno di ciclabile in via Fontana. E dico così, perché ieri mi sono sentita presa in giro, come cittadina ciclista convinta, nel sentirmi incoraggiare, dall'assessore competente, a lasciare a casa l'auto ed a prendere invece la bici, dati i lavori concomitanti in città che paralizzano il traffico. Io la bicicletta la uso tutti i giorni e più volte al giorno, per i miei spostamenti e, sinceramente, anche con un semplice tracciato di linea gialla per terra, mi sentivo molto più sicura di oggi che non c'è più nulla, per cui la tentazione, di pedalare sui marciapiedi è sempre più grande… nonostante l'incombente minaccia di multe o altro. Ma chi, come me, crede in una mobilità sostenibile ed abita in periferia (Borgo Sacco), come deve fare per spostarsi in bicicletta, in sicurezza? Perché l'Assessore organizza la biciclettata d'autunno (che quest'anno è andata quasi deserta, io penso, per la contraddizione evidente rilevata dai ciclisti), se poi non crede e non provvede veramente a un uso sicuro della bicicletta, che sembra invece considerare solo un mezzo di passatempo? Condivido invece la posizione decisa del Sindaco sui posteggi in città , quando afferma che «la gente deve capire che le macchine vanno messe nelle strutture» (o sia nei parcheggi interrati) che oggi a Rovereto sono sotto-utilizzate.
Francesca Visintainer - Rovereto
Ai roveretani dico: basta lamentarsi
Ai roveretani dico: smettiamola di lamentarci. Smettiamola con le polemiche per una deviazione, una strada temporaneamente a senso unico, un nuovo semaforo e il traffico dovuti ai lavori in corso. Certo, i disagi si sono fatti e si fanno sentire. Ma un certo buon senso e una piccola dose di sopportazione possono essere molto utili: il risultato che ne avrà la città sarà valso il prezzo di qualche piccolo fastidio. Corso Rosmini sarà a breve un magnifico boulevard: i nuovi marciapiedi, le pensiline per gli autobus recentemente sostituite, palazzo Balista rimesso a nuovo. Corso Bettini è da poco tempo un viale da cartolina; passateci una sera, aggirandovi tra i suoi palazzi sotto le luci aranciate dei nuovi lampioni, fermandovi magari a bere un sorso d'acqua fresca alla fontana appena restaurata: tutto è sospeso in un clima di attesa, quella dell'ultimazione del restauro del teatro Zandonai. L'ordine e la bellezza della città in cui tra poco tempo abiteremo sarà il risultato del lavoro serio di un'amministrazione che si è impegnata per andare incontro alle esigenze dei suoi cittadini. Sarà il risultato del lavoro degli operai e dei tecnici del comune che hanno lavorato anche il sabato, la domenica, quest'estate talvolta la notte pur di cercare di alleviare i nostri disagi. Quando la viabilità e i prossimi lavori saranno ultimati rimarrà solo un ultimo neo: quel parcheggio sull'ex stazione autocorriere. Attualmente uno spreco di spazio. Mi domando quale altra città abbia un'area tanto ampia adibita a solo parcheggio sulla via centrale che l'attraversa. Si tratta di una questione che in ogni caso avrebbe potuto essere risolta in tempi più brevi, se da parte nostra ci fossero state meno diffidenza e più obiettività rispetto ai progetti proposti sull'area, che si auspica diventi una piazza con posteggi interrati. Smettiamola anche con le inutili guerre sui posti auto: nel momento in cui vi siano dei parcheggi per le automobili, non lasciamo che siano i 200 m da percorrere a piedi per raggiungere il centro a farci sollevare discussioni animose che dimenticano l'importanza della vivibilità di un centro cittadino che voglia essere a misura d'uomo. Questo mio invito non è la richiesta di mettere a tacere ogni critica, bensì piuttosto un incentivo a riflettere sull'adeguatezza dei nostri rimproveri. A riflettere su quanto talvolta dietro a presunte scomodità si celino punti d'arrivo per i quali la logica richiede un minimo di pazienza: come la Rovereto in cui abiteremo al termine dei lavori. A riflettere anche sulle modalità con cui solleviamo le nostre obiezioni: perché spesso, oltre a segnalare ciò che crediamo a Rovereto non funzioni, potremmo essere più propositivi, attivandoci per presentare progetti e far sì che vengano realizzati.
L'Italia è un paese che penalizza i giovani
Commentando l'indagine sul Trentino del 2050 condotta dal Servizio statistica della Provincia il prof. Cerea, docente di Economia a Trento, si è cosi espresso: «L'attuale sistema privilegia gli ultrasessantenni, gravando sui giovani. Questi ultimi devono prendere coscienza del problema e far sentire la loro voce». Condivido l'osservazione di Cerea. L'Italia infatti non è un Paese per giovani: li carica di un enorme debito pubblico e pensionistico e li priva di prospettive per il futuro relegandoli ai margini del mercato del lavoro; la politica abitativa privilegia le posizioni acquisite impedendo ai giovani di accedere all'edilizia pubblica; la spesa per la protezione sociale è ripartita in modo del tutto svantaggioso per le nuove generazioni di lavoratori, garantendo prevalentemente il sistema pensionistico. Infatti in Italia rappresenta il 26,4% sul Pil di cui il 15,5% per i trattamenti pensionistici; in Danimarca è del 30,1% complessivamente e l'11% per le pensioni; in Svezia rispettivamente del 32% e 11,5%; in Olanda 28,2% e 11,1%; in Germania del 29,4% e 12,4%; in Francia 31,5% e 13%; nel Regno Unito del 26,8% e 11,8%. In Italia quindi la spesa sociale è largamente inferiore alla media europea e più della metà di questa è assorbita dal sistema pensionistico. Scrive Giorgio Santini, dirigente Cisl, su «Conquiste del Lavoro» del 20 giugno: «Risultano particolarmente colpiti dalla crisi produttiva i lavoratori a termine (…) si evidenzia la debolezza dei giovani e dei lavoratori precari di fronte alle turbolenze del mercato del lavoro». Scevri da facili demagogie alla Tremonti - un Ministro alla ricerca di slogan e soluzioni intriganti per il pubblico che all'ora dei tg lo segue da casa - i giovani devono diventare motore del cambiamento e l'inevitabile flessibilità di cui necessita una moderna economia della conoscenza non deve essere scaricata interamente sui nuovi entranti e non può essere disgiunta dalla sicurezza sociale. Un importante obiettivo da conseguire è quello di superare le forti disparità che dividono i lavoratori «tipici» dagli «atipici». Secondo Pierre Carniti, segretario generale della CISL dei primi anni '80, si devono uniformare le aliquote contributive, i trattamenti salariali e le normative per la risoluzione del rapporto di lavoro. Tito Boeri ha proposto alcune soluzioni in «Un nuovo contratto per tutti» e in «Contro i giovani - come l'Italia sta tradendo le nuove generazioni», nel quale scrive: «Tutti devono poter entrare con le stesse regole, permettendo ai loro datori di lavoro, privati e pubblici, di valutare il loro rendimento nei primi tre anni, con tutele contro il rischio di licenziamento crescenti nel tempo». Penso sia necessario per i giovani fare sistema e «lobby generazionale» per poter aumentare la propria presenza nelle istituzioni e nei luoghi decisionali.
Lorenzo Passerini
condivido integralmente la lettera e le riflessioni di Lorenzo! fuori le palle e basta privilegi!
ci sono le possibilità per rendere più libera la partecipazione al mondo del lavoro da parte dei giovani, ci sono gli strumenti per riconoscere il maggior rischio ai lavoratori a tempo determinato, ci sono le possibilità di trasferire le risorse dagli anziani ai giovani.
Siamo una società egoista nei confronti dei giovani (almeno a livello collettivo), salvo poi preoccuparsi delle loro sorti a livello familiare: sono i genitori o i nonni che comprano la casa ai 30enni, che si occupano della cura dei figli e che diventano ammortizzatori sociali.
E' una visione distorta di famiglia che non responsabilizza le nuove generazioni e che le illude fino al momento in cui subiranno una "doccia fredda" chiamata realtà.
... e i giovani che si ritrovano a pensare al loro futuro chiedono sempre e solo più divertimenti.
Basta: fuori le palle!!!! smettetiamola di essere nènè
è un appuntamento da non perdere per chi ha un minimo di sensibilità ambientale, è curioso di sapere cos'+ la decrescita, è interessato a stili di vita più dolci, cerca suggerimenti su come muoversi in modo alternativo, ha voglia di conoscere il territorio ed i suoi sapori, vuole imparare a fare il sapone o il brodo come lo facevano le nostre nonne.
Si parla di biologico, di filiera corta, di decrescita, di mobilità alternativa... di tante piccole azioni, di uno stile di vita consapevole, che aiuterà ad avere un mondo migliore.
Partecipate numerosi alla fiera... mentre io sto al seggio delle primarie :-(
Domenica ci saranno le primarie del Partito Democratico.
Si voterà per l'elezione del segretario nazionale scegliendo tra Bersani, Franceschini e Marino (in ordine alfabetico ma anche in ordine di preferenze ottenute dalle consultazioni tra iscritti)
Si voterà anche per l'elezione del segretario provinciale.
Nel nostro caso i candidati sono 4: Nicoletti, Pinter, Tonini, Veronesi.
In Trentino non ci sono stati congressi tra gli iscritti per la scelta del candidato preferito dai militanti. Tutto il potere è nelle mani del "popolo delle primarie" che potrà scegliere il candidato preferito e, a differenza del nazionale, potrà anche scegliere le persone che preferisce far eleggere in assemblea provinciale.
Così, mentre per il congresso nazionale è sufficiente scegliere il candidato e gli eletti nell'assemblea nazionale sono legati alla loro posizione in lista, per l'assemblea provinciale è necessario esprimere delle preferenze.
Si vota per collegi: gli stessi del SENATO.
Bisogna votare un uomo e una donna!
Non mi è ancora chiaro se si può votare solo il candidato segretario senza esprimere preferenze.
Il trentino è una terra di passaggio, è una terra di conquista, una terra che ha sempre combattuto per la propria autonomia di governo.
In questa terra nascono personaggi illuminati, sperimentatori, innovatori.
L'orgoglio trentino si manifesta in diverse forme, ma emerge soprattutto quando qualche trentino arriva al successo fuori dalla propria terra.
Così, i bastard hanno ricevuto l'aquila di San Venceslao per le loro apparizioni televisive, ma altri sembrano essere dimenticati nonostante i brillanti risultati.
Uno di questi casi è portobeseno, che è recentemente comparso in una trasmissione televisiva con i progetti di memoria, web, territorio, suoni.
Forme di memoria condivisa e partecipata, che rendono "emozionante" il rapporto con la storia.
guardate qui
Per non parlare di Keller... che tra poco tornerà nell'oblio a fare qualità!
Riporto qui due articoli che riassumono abbastanza bene i temi che toccano il quartiere in questo periodo.
Siamo al termine della legislatura e le modifiche alla viabilità decise in questo periodo rimarranno tali per parecchio tempo: se Valduga continua a fare il sindaco per ovvi motivi, se il sindaco lo farà qualcun'altro per i tempi necessari al politico a capire i meccanismi degli uffici, delle parti in causa, ecc.
fa un'analisi piuttosto superficiale ma esaustiva sui temi da toccare, per quanto riguarda gli aspetti della viabilità tra corso bettini e via Dante.
Nell'articolo manca una parte del mio intervento: tutto il ragionamento è partito dalle problematiche relative allo snodo di via Don Rossaro a seguito della conclusione del cantiere sull'Area Campostrini.
Il secondo è l'immediata risposta dell'assessore che, come sempre si ferma sugli aspetti puntuali (il titolo parla di ciclabili) e forse non ha nemmeno letto l'articolo.
La circoscrizione vuole incontrare l'assessore per riflettere su due grandi temi:
1. modifiche della viabilità a Nord di Corso Rosmini: corso Bettini in sola direzione Nord, via Don Rossaro in direzione Nord, via Paoli (?). Cosa ne pensano i commercianti di via Paoli? Ci sono dati sui flussi? I monitoraggi chiesti oltre un anno fa dalla circoscrizione sono stati fatti?
2. viabilità a Sud di corso Rosmini: dopo il blitz dei parcheggi su via Fontana, qualcuno vuole informare la circoscrizione di quali sono i disegni dell'amministrazione? si sperimenterà la chiusura? possiamo partecipare ai ragionamenti?
Ieri in consiglio circoscrizionale è arrivata una lettera di un gruppo di abitanti del centro storico che lamentano la troppa rumorisità delle iniziative del centro, spesso di bassa qualità, con volumi troppo alti, fuori dal controllo delle regole di convivenza e di buon senso.
Mi sono permesso di dire che quando ho scelto di vivere in centro storico ho fatto alcune considerazioni che mi hanno convinto che valesse la pena spendere di più per comperare, non poter parcheggiare sotto casa neanche con l'abbonamento, non poter avere un garage, dover sopportare il mercato, dover impiegare più tempo per uscire dalla città, essere costretti alle limitazioni del traffico quando ci sono.
Il motivo che mi ha spinto a rinunciare a tutte queste cose, a muovermi in bici, a prendere il treno, a parcheggiare lontano da casa a dover sopportare le mamme che tutte le mattine sono in ritardo nel portare i bimbi dentro la scuola con l'auto, a dovermi svegliare il martedì con i rumori del mercato, a sentirmi suonare il campanello per scherzo da qualche giovinastro, ecc. sono proprio la vita che mi immaginavo di trovare.
Ho pensato:
posso andare a vedere gli spettacoli in piazza a piedi, ho tutto vicino, ascolto i concerti dalla finestra, scendo e incontro gente con cui chiacchierare, i bar mi tengono compagnia...
Se volevo la tranquillità, a parità di tempo per arrivare ovunque e con prezzi molto più contenuti sarei andato a vivere a Castellano o a Lenzima, o a Cisterna dove avevo trovato una casa di tre piani allo stesso prezzo del mio mini appartamento di 39 mq.
La signora mi ha aggredito dicendo che un consigliere della circoscrizione centro dovrebbe vergognarsi di parlare così.
Resta il fatto che oltre alle opinioni diverse che possiamo avere io e la signora, le regole di convivenza vanno rispettate, le iniziative devono essere gradevoli e non esagerate, il centro storico è la vetrina della città e non può tollerare tutto... ma non vorrei che di questo passo finissimo per vivere in una città deserta.
Già oggi, girare per città è desolante.
Poi quando arriva il natale, per qualche settimana comincia il can can di trenini, mercatini, babbi natale, lucette e musichine e dopo di nuovo silenzio fino a qualche appuntamento serale dell'estate.
Darà proprio fastidio a tutti?
Ci sono 100 firme!
Mi auguro che prevalga il buon senso e si trovi una mediazione.
A mio avviso a queste persone mancano alcuni passaggi di quello che significa vivere in un centro storico: se non ci sono attività non arriva gente (visto che muoversi a Rovereto è sempre più complicato), se non arriva gente i negozi chiudono, se i negozi chiudono mancano i servizi base che farebbero precipitare i prezzi delle case, se le case non valgono rimangono solo anziani e stranieri e le case non vengono mantenute, a quel punto il centro storico è finito (andate a fare un giro ad Ala).
... ma forse questi vorrebbero avere le auto che girano, al posto del trenino di natale