martedì, 31 marzo 2009
Grazie alla collaborazione di un sostenitore delle biciclette, pubblico il testo dell'articolo comparso ieri, lunedì 30 marzo, sul giornale il TRENTINO.
Complimenti al Michele Stinghel, il giornalista che si è preso la briga di condurre questa inchiesta.
Borgo Sacco ben connessa, Lizzana e Lizzanella “isolate”, mentre al Brione ben presto si andrà in tutta sicurezza; poco o nulla a San Giorgio.
È questo il quadro delle ciclabili: le piste ci sono, ma non mancano i punti pericolosi, soprattutto in prossimità del centro storico, dove i tracciati s’interrompono all’improvviso: semafori, incroci, strettoie. Creando situazioni di rischio.
PROMOSSE
Borgo Sacco.
Andare in bicicletta dal centro della città a Sacco non è difficile: basta prendere la pista del Lungo Leno, che conduce fino all’Adige, in prossimità della Manifattura. Unico nodo delicato è il sottopassaggio della statale, con due curve a gomito con scarsa o nulla visibilità, dove è necessario
portare a mano il proprio velocipede. C’è anche l’attraversamento di via Circonvallazione, ma si utilizzano le strisce pedonali. Altrimenti, da Santa Maria al ponte delle Zigherane si pedala in tranquillità. Da qui, lungo l’Adige, si arriva in piazza Filzi. Certo, resta relativamente discosta la zona più abitata, tra viale Vittoria e via Pasubio, ma sono raggiungibili dalle Fucine o dall’Adige in breve tempo. Resteràun’incompiuta la ciclabile sul marciapiede dello stesso viale Vittoria, che s’interrompe poco prima del ponte sulla statale e presenta un punto
pericoloso in corrispondenza della rotatoria di via Zotti (i ciclisti devono confluire sul marciapiede). Lo stesso vale per quella di via Pasubio, che termina poco dopo la fabbrica Manica.
Voto: 7.
Brione .
Passato il liceo, va molto meglio: si passa sul largo marciapiede, con due piste divise, che continuano per tutta viale Trento. Il percorso è sicuro, anche se bisogna prestare attenzione a due attraversamenti pedonali, dove
spesso si ripete il brutto vizio degli automobilisti italiani, che raramente si ricordano di fermarsi e dare la precedenza a chi attraversa. Tanto più che le strisce sono in corrispondenza di incroci, e chi svolta in
macchina vede all’ultimo momento chi è in procinto di attraversare. Più su, in via Brione, sono iniziati i lavori per la prosecuzione della pista ciclabile, all’interno del quartiere. Con questa pista la zona nord di Rovereto diverrà la più “ciclabile”.
Voto: 8.
BOCCIATE
Via Dante.
In Borgo Santa Caterina la ciclabile è sicura: separata dalla strada, è abbastanza ampia, anche se la curva su via Fontana ha poca visibilità. La prosecuzione in via Dante è invece a senso unico, tuttavia molti
preferiscono usarla in entrambe le direzioni. Non ha protezioni ed al semaforo con via Cavour finisce.
Voto: 5.
Corso Bettini.
Ha subito aggiustamenti di ogni genere, dal marciapiede è stata spostata sulla strada, più ipotesi sono state fatte. La ciclabile di Corso Bettini ha innumerevoli punti deboli. È a senso unico (direzione nord), ma molti ciclisti se ne infischiano; gli automobilisti hanno ancora il vizio di lasciare la macchina in sosta sulla pista; non è protetta, ha un incrocio pericoloso (via Sticcotta) e per di più s’interrompe alla strettoia. E’ quasi meglio stare sulla strada.
Voto: 4.
NON PERVENUTE
Lizzanella.
In bicicletta si va a ovest e a nord, ma se si è diretti a sud diventa tutto più difficile. Su corso Verona e in via Benacense non ci sono ciclabili, ma è difficile creare percorsi in sicurezza.
San Giorgio.
Anche in questo caso scarseggiano i percorsi sicuri. Via Manzoni e via Unione sono trafficate, e qui le auto tendono ad andare più veloci.
Noriglio e Marco
Distanze o dislivelli scoraggiano seriamente la mobilità alternativa sui pedali. Per Marco ci vuole mezz’ora, almeno, in bici. Salire in bicicletta sulla collina si può, anche evitando la provinciale per Terragnolo. Un bel
percorso sale da via Acquedotto. Certo, bisogna munirsi di mountain bike e soprattutto avere una buona gamba.
Commento:
complimenti allo splendido lavoro svolto dalla circoscrizione Nord per quanto riguarda le piste ciclabili all'interno del loro quartiere;
per quanto riguarda il collegamento con Noriglio, da parte dei due consigli circoscrizionali è stato chiesto più volte di sistemare il collegamento tra il centro storico e l'abitato in collina. E' una passeggiata frequentatissima sia nel tempo libero che per scendere in città. Basta una semplice sistemata di un tratto critico e una manutenzione costante.
Sugli altri collegamenti ho avuto modo di commentare più volte: viale Vittoria, via Campagnole, via Dante, ecc. sono stati studiati in modo approfondito. I risultati di questi studi sono depositati presso gli uffici tecnici del comune e propongono soluzioni davvero interessanti. Sarebbe un bel modo per valorizzare l'investimento fatto sulla persona coinvolta in questa progettazione e per dare segnali concreti ad un concetto di mobilità urbana sicura, sana e sostenibile.
lunedì, 30 marzo 2009
Le dichiarazioni dell'amministrazione in questo periodo mi sembrano alquanto schizofreniche. Trascrivo dal giornalino del Comune, arrivato in tutte le famiglie:
"il comune di Rovereto vuole promuovere l'utilizzo del mezzo pubblico e della bicicletta, nella ferma convinzione che partendo dai piccoli gesti quotidiani che ciascun singolo cittadino può fare (prendere l'autobus o la bicicletta per recarsi a scuola o al lavoro, per esempio), possa contribuire a migliorare la mobilità di tutti, a ridurre le emissioni inquinanti nell'area urbana, a migliorare la propria qualità della vita.
Questa nuova sfida necessita però del contributo di tutti: allora, prima di uscire di casa con le chiavi dell'auto in mano, fermiamoci un attimo a pensare ... magari ... basta prendere la bici!"
e fin qui tutto condivisibile. Anzi, la dichiarazione sembra scritta da un militante delle lobby dei ciclisti.
Qualche giorno dopo, il Trentino riporta queste dichiarazioni dell'assessore alla viabilità:
I trenta chilometri all’ora? Saranno “educativi” e insegneranno la convivenza tra automobilisti e pedoni che dovranno condividere le stesse strade. Anche perché le ciclabili in centro sono brutte e rovinano la città, togliendole quel fascino che sarà l’arma vincente per essere concorrenziale.
Roberto Zuccatti, assessore alla vivibilità, ha le idee chiare sul tema e dimostra che le idee lanciate in questi giorni fanno parte di un disegno più ampio. «La riduzione della velocità in determinate zone - spiega Zuccatti - ha anche un significato di prospettiva. Ci permette di rendere sicure le strade ai pedoni e in generale a tutti coloro che le usano. Purtroppo siamo in una situazione urbanistica e normativa che non ci permette di mettere ciclabili ovunque: strade strette, marciapiedi imposti molto larghi, parcheggi da eliminare. Fino ad ora, dove possibile, si è ovviato con interventi che ritengo veramente improponibili se vogliamo una città bella e attraente. Ne abbiamo qualche esempio: muretti di protezione, paletti, segnaletica, fioriere orribili. Mano a mano che sistemiamo le strade siamo costretti ad obbedire a norme del codice della strada che sono sempre più restrittive e penalizzanti. E, alla fine, rendono invivibile una città perché la rendono brutta. E noi non possiamo permettercelo, perché Rovereto è la nostra arma vincente se vogliamo restare competitivi. Ormai il mercato è omologato: quello che fa la differenza è proprio il contesto. Rovereto è bella, ha un centro storico
invidiabile che possiamo ancora migliorare e non sarebbe corretto rovinarlo disegnando per terra strisce gialle per le ciclabili, o alzando muretti o seminando fioriere su via Dante». Quello di Zuccatti non è un ragionamento
contro le bici, ma piuttosto un discorso di promozione ad una cultura diversa. Tanto che per l’assessore all’interno del centro storico se il pedone è il re, il ciclista è di sicuro il principe. Ma anche qui va
garantita a tutti la sicurezza. «Il ciclista può entrare nel centro storico, ma con la prudenza necessaria. E’ un fatto di cultura. Se ci fosse una pista si sentirebbe autorizzato a correre, con grave rischio per tutti». Più o meno la stessa cosa è quella legata all’imposizione del limite di velocità ai 30 chilometri all’ora. «Molte delle nostre strade - aggiunge Zuccatti - non ci permettono di realizzare piste ciclabili secondo i nuovi parametri del codice della strada. E quindi dobbiamo intervenire con protezioni antiestetiche, oppure togliendo parcheggi: ma questo non è il mio concetto di vivibilità. Quale può essere dunque la soluzione in questi casi? L’idea appunto potrebbe essere quella di ridurre la velocità consentita a 30 chilometri all’ora, affinché la strada sia condivisa da
tutti gli utenti in sicurezza e con coscienza». Un’ipotesi del genere, per esempio, potrebbe sposarsi benissimo con corso Bettini, in un futuro destinato alla pedonalizzazione. Ma già questo sarebbe un primo passo. E la
limitazione potrebbe essere applicata a strade che in futuro andranno fatte secondo le nuove norme del codice della strada e che rischierebbero di penalizzare oltremodo la vivibilità di tutti i fruitori ma anche l’estetica
di una città che deve assolutamente puntare su questa sua ricchezza per essere più “originale” di altri centri e attirare l’interesse turistico. «Siamo lanciati a livello internazionale con Mart, cinema archeologico, festival delle città impresa: non possiamo pensare al piccolo orticello». -
l'ho già detto di persona all'assessore e lo riscrivo qui:
NESSUNO VUOLE LA PISTA CICLABILE IN CENTRO STORICO. QUELLO CHE SERVE E' POTERCI ARRIVARE SENZA USARE LA MACCHINA.... o pensiamo a viale Vittoria e via Benacense come ZONA TRENTA!
sull'estetica delle ciclabili basta girare un pò per vedere che l'unico posto dove hanno usato delle fioriere è Rovereto!
lunedì, 30 marzo 2009
kg 2,95
29 marzo 2009
ore 19:..
lunedì, 23 marzo 2009
Dal sito della FIAB, riporto questa notizia che ci riguarda molto da vicino.
Al tempo della prima massa critica, era in corso al MaRT, la mostra mito macchina. Tra i vari slogan che circolavano allora, uno su tutti è stato gridato dentro la piazza del Mart: "a quando il mito bici?"
eccolo qui:
Museo di bici d'epoca a Riva del Garda (TN)
A Riva del Garda (Trento) è possibile visitare - previo appuntamento - una collezione di biciclette d'epoca e cimeli legati a due secoli di storia del ciclismo.
In questo piccolo museo gli appassionati della bicicletta potranno immergersi in un percorso storico denso di fascino per ripercorrere a ritroso l'evoluzione della bicicletta: dalla Michaudina francese del 1870 alle biciclette da corsa usate nel periodo del ciclismo eroico di Coppi e Bartali, il tutto contornato dai molti accessori e curiosità legati al mondo del ciclismo, esposti nelle vetrine.
Tra le biciclette esposte i visitatori potranno ammirare un biciclo del 1880, un bicicletto da corsa Rudge e un triciclo Sparkbrook entrambi del 1885, una bicicletta con trasmissione ad albero e ingranaggi conici Columbia del 1888, biciclette da passeggio, da competizione, da bambino, militari e dalle geometrie più strane con i congegni più ingegnosi.
Questa esposizione, curata da Pierluigi Farè, è un'incantevole visita che porterà i visitatori a capire e conoscere un mondo che ci appartiene e che purtroppo va via via scomparendo...
Per informazioni:
PIERLUIGI FARE'
(HOTEL VIRGILIO)
VIA VIRGILIO,21
38066 RIVA DEL GARDA (TN)
0464 521051
www.ciclocollection.it
info@ciclocollection.it
Un mondo senza biciclette
sarebbe come un sonno senza sogni...
lunedì, 23 marzo 2009
Ho lasciato un mio commento all'articolo comparso sul sito dell'Adige che traccia un bilancio dell'iniziativa RoveretOpen. Mi auguro che ora si passi dalle proclamazioni di intenti ai fatti: ricominciare a ragionare sulle ciclabili e sui percorsi sicuri tra casa e scuola.

già in questa foto tratta dall'Adige si vedono alcune problematiche relative alla ciclabile di corso Bettini... continuamente interrotta, con i pedoni che camminano dove dovrebbero stare le bici, con le auto spesso parcheggiate impropriamente
lunedì, 23 marzo 2009
sabato 28 marzo 2009 - ore 21
Teatro Cartiera, Rovereto
BARZIN (Canada)
Il concerto sarà aperto dai RESANDO
ingresso: € 7 + tessera annuale associazione 3 € - gratuito con Carta dello Studente
venerdì, 20 marzo 2009
La
condotta slow food della vallagarina, propone questa
interessante iniziativa di valorizzazione delle peculiarità del territorio.
E purtroppo, a fianco di una buona notizia, apprendo oggi dall'Adige che il panificio centrale è costretto a chiudere perchè strozzato dai prezzi imposti dalla grande distribuzione.
Abbiamo tutti qualche responsabilità.
venerdì, 20 marzo 2009
Venerdì 20 Marzo 2009 ore 20,45
Centro Pastorale in Via Livenza a Lizzana
Che aria tira?
Controlli ambientali e rischieste di monitoraggio
Intervengono:
Maria Rosa Vittadini: docente su Valutazione Impatto Ambientale (VIA) e Valutazione Ambientale Strategica (VAS) all'università IUAV di Venezia, già funzionaria del Ministero dell'Ambiente
Ettore Paris: direttore della rivista "Questo Trentino" - I controlli dell'APPA nel sistema dell'autonomia provinciale
Marco Caldiroli: esperto di Medicina Democratica - Analisi del progetto per bruciare reflui in Sandoz e proposte di controlli stringenti.
lunedì, 16 marzo 2009
Vorrei esprimere qui la mia gratitudine per coloro che in questo periodo mi hanno sopportato e supportato. L'esperienza di coordinatore provvisorio del PD è stata interessante, intensa e decisamente positiva. Ho avuto modo di conoscere molte persone, mi sono occupato di tante cose diverse.
Purtroppo la mia posizione "transitoria" non mi ha dato la legittimazione necessaria per compiere passi importanti, ma penso di potermi prendere il merito di aver gettato le basi e di aver svolto il lavoro propedeutico per l'avvio del circolo di Rovereto.
Sono molto contento del lavoro svolto in Vallagarina, dei rapporti stabiliti con Trento e delle ottime relazioni che si sono instaurate tra le persone che oggi sono entrate a far parte del direttivo del PD di Rovereto. Davvero un bel gruppo, affiatato e pronto a lavorare sui tempi importanti della città: persone umili e pronte ad ascoltare... cosa che spesso è sfuggita alla politica arrogante e saccente che abbiamo visto negli ultimi anni.
Ripartiamo a discutere dal basso e partecipiamo alla gestione della cosa pubblica: dall'associazionismo alla vita di partito, dalla circoscrizione al parlamento, siamo noi gli artefici del nostro futuro se vogliamo assumercene la responsabilità.
Io continuerò a lavorare perchè questo accada e lo farò organizzando alcuni incontri formativi dedicati a chi ha intenzione di avvicinarsi alla politica e necessita di strumenti e dell'esperienza di chi ha avuto modo di vivere prima di noi l'impegno in politica.