mercoledì 6 agosto - ore 20.30
via Tartarotti, 16
assemblea pubblica del PD per l'individuazione dei candidati lagarini per le elezioni provinciali
partecipate numerosi!!!

categoria:politica, partito democratico
mercoledì 6 agosto - ore 20.30
via Tartarotti, 16
assemblea pubblica del PD per l'individuazione dei candidati lagarini per le elezioni provinciali
partecipate numerosi!!!

Non so se sia un rigurgito di adolescenza.... ma se quando avevo 20 anni, qualche mio coetaneo mi avesse lanciato un'idea simile, mi sarei esaltato un sacco.
Allora mi preoccupavo di organizzare concerti nei locali, assemblee concerto all'aperto (prima si tenevano all'Oratorio Rosmini e abbiamo cominciato a farle nel giardino del Fontana, con tutte le conseguenze del caso!!!), manifestazioni per la pace che hanno portato 5000 studenti ed altre persone alla Campana dei caduti A PIEDI per manifestare contro la guerra del Golfo... ma basta nostalgia:
guardate il corso Rosmini, chiuso al traffico e VIVO:



Non mi sembra neanche vero di poter passare le domeniche senza dover prendere in mano un libro o senza pensare alla tesi da consegnare, l'esame da fare... dopo un paio di settimane di spaesamento sto ricominciando a vivere!!!
Così, dopo aver approfittato per un paio di sere degli appuntamenti mondani organizzati dai Manifestanti (gli artisti che erano in circolazione in questi giorni in occasione di Manifesta7), ieri abbiamo fatto il giro delle Malghe in bici:
partenza da Giazzera verso il rifugio Lancia, pranzo, concerto della Banda di Pomarolo e poi via, verso sella delle Pozze, dalla quale inizia una lunga discesa che, tutta su strada bianca, arriva fino a Malga Campo e Malga Valli.
Davvero un bel giro: poco faticoso ma remunerativo anche per il ciclista più esigente!!!
ieri, giornata impegnativa, tra riunioni, incontri con gli studenti, riunioni con i colleghi...
tra tutto racconto di 3 cose:
1. ho dato le mie impronte digitali, per protestare contro questa forma di schedatura parziale della società, come se i pericoli arrivassero solo da una parte;
2. ho partecipato ad una riunione in preparazione dell'assemblea del PD che si terrà il 22 a Palazzo Adami. Stiamo iniziando un percorso faticoso verso un nuovo modo di fare politica... i processi sono lunghi e complessi, ma ci sono buone speranze;
3. in consiglio circoscrizionale abbiamo approvato un finanziamento importante per un'iniziativa del Coro Bianche Zime. Realizzeranno una mostra sulle canzoni di guerra, in occasione dei 90 anni dalla conclusione della I guerra mondiale. Una iniziativa molto interessante, ricca di documentazione, con una buona ricerca storica e bibliografica, con tanta passione da parte degli organizzatori. Ce ne fossero tante proposte del genere da valutare!!!
www.occhiodirovereto.splinder.com
e tu? cosa aspetti a linkare, promuovere, diffondere, l'appuntamento più interessante dell'estate?
musica, cultura, intrattenimento, riflessioni, impegno civile e divertimento in una sola occasione
diffondete a più non posso
Nulla è lasciato al caso. Si tratta di strategie calcolate, testi scritti e riscritti, trucchi del mestiere di grandi teatranti. Stiamo parlando di professionisti. Dello spettacolo. Scambiati per professionisti della politica. Da un punto di vista morale saranno discutibili. Ma che c'entrano la morale o la politica? In Italia, nel volgere di pochi secoli, si è finalmente capito che etica e politica sono separate. Per la verità, lo si è capito fin troppo. Un giorno si capirà che anche politica e spettacolo sono campi separati. Per ora, il giorno è lontano.
Gli eventi creati di Beppe Grillo, dai Vaffa Day in poi, non sono azioni politiche. Il fine non è cambiare le cose, ma accrescere la popolarità del protagonista. Basterebbe un po' di lucida attenzione per comprenderlo. Purtroppo, chi vi partecipa e chi li osteggia non brilla in lucidità. La maggior parte dei bersagli di Grillo sono irrilevanti, innocui oppure marginali. Che importanza volete che abbia la presenza di diciotto parlamentari condannati in Parlamento, su mille, quando ce ne sono stati in passato due, tre, cinque volte tanti e 200 inquisiti? D'altra parte se la presenza in politica di un pregiudicato fosse un tema così importante, i seguaci di Grillo non si affiderebbero a lui, che ha una condanna definitiva e ricopre un ruolo politico, per quanto improprio, assai più importante dei diciotto messi assieme. Lo stesso discorso vale per altri obiettivi, come il doppio mandato, l'ordine dei giornalisti, i finanziamenti ai giornali di partito. Tutte storture, tutte battaglie condivisibili, s'intende, ma quisquilie. Nel caso del referendum sulla legge Gasparri non si tratta di una quisquilia, ma è ancora peggio. È un suicidio politico. Se si votasse oggi, quel referendum sarebbe una catastrofe per l'opposizione e un trionfo per Berlusconi.
Ma la cosa più probabile è che il referendum non si faccia, per fortuna. Nessuna delle altre proposte avrà poi uno sbocco politico. Che senso ha dunque sbattersi tanto? Senso politico, nessuno. Ma il comico ha enormemente aumentato il proprio seguito, pubblico, clientela. Dico subito che trovo indegno e ridicolo ogni moralismo in proposito. Grillo è un uomo di spettacolo, è grottesco giudicarlo sulla base di un metro politico o etico. In più, se guadagna tanto, se lo merita. Ha fatto scelte coraggiose che gli hanno impedito di accedere alla principale fonte di arricchimento degli attori, la televisione pubblica e privata. È giusto che si cerchi altre audience. Il blog è la principale alternativa e lui lo ha intuito fra i primi. Ma se fosse un po' più sincero, dovrebbe ammettere che il suo blog non è tanto uno strumento di lotta politica e confronto di opinioni (peraltro, sono tutti d'accordo) quanto un fenomenale punto vendita di merci autoprodotte. O quanto meno è l'uno e l'altro. Grillo è dotato di un altro talento tipico dei comici, la scelta dei tempi. I suoi interventi sono ottimamente calibrati. Non frequenti, non distanti.
Appena calano l'attenzione e le vendite, ecco l'evento, il vaffanculo col botto mediatico. Nelle settimane successive, le vendite e la popolarità schizzeranno di nuovo alle stelle. Gli altri hanno capito e lo imitano. Oggi la frase che gli agenti di spettacolo si sentono ripetere più spesso dagli attori, ma ormai perfino da registi, scrittori e professori di diritto comparato col saggio in uscita, è "facciamo una cosa alla Grillo, facciamo un gran casino". S'intende, per lanciare il prodotto. I più avveduti o i più aristocratici, come Nanni Moretti, si sono sottratti per tempo alla trappola.
L'interesse delle persone di spettacolo a usare eventi politici a fini di popolarità e commerciali è insomma piuttosto evidente. Come dovrebbero essere chiare le analogie di meccanismo e di linguaggio fra queste tecniche e il populismo berlusconiano. Misteriosa è invece la ragione per cui i politici e gli organizzatori si prestino a queste operazioni di marketing, dalle quali hanno tutto da perdere. Paolo Flores ha il grande merito di aver avviato con la manifestazione del Palavobis del 2002 la stagione dei movimenti che, negli anni successivi, riempì le piazze italiane di milioni di persone. Da storico e filosofo di valore, può stimare lui stesso l'abissale distanza che separa la sobria e feconda forza politica del Palavobis di allora con la sguaiata impotenza di Piazza Navona. L'ultima adunata non avvierà una stagione di protesta. Al contrario, può aver contribuito a stroncarla sul nascere.
I toni, i modi, l'eco mediatica per quanto parziale e magari ingiusta dell'evento, hanno contribuito a rafforzare il disegno del "nemico" berlusconiano. Il quale da anni cerca di rovesciare la questione centrale della criminalità delle classi dirigenti italiane nel suo contrario, l'emarginazione fra gli estremisti di chi difende la magistratura e i valori della Costituzione. Con gli insulti di piazza Navona gli si è reso un enorme favore.
Quanto ad Antonio Di Pietro, non gode forse degli stessi strumenti culturali di Flores, ma ha di sicuro fiuto politico. Capirà prima o poi che la strada in cui si è messo porta a un finale scontato: Grillo in cima alle classifiche dei best sellers e l'Italia dei Valori allo 0,5 per cento dei voti. Perché prima o poi gli toccherà dissociarsi, anzi ha già cominciato, e sarà bollato come codardo e venduto.
Ma in questo scambio di favori ed equivoci fra primedonne, l'unico aspetto che davvero intristisce è l'inganno del pubblico. Le persone che sono andate a Piazza Navona da cittadini e si sono ritrovati spettatori, come sempre. Hanno applaudito un idolo che attaccava un altro idolo. Portando a casa la sera il tacito, amaro dubbio che le cose non cambieranno. E come potrebbero? A colpi di eventi? Gli show servono a consolare, non a cambiare la realtà. Lo show di Berlusconi, che rimane l'inventore del metodo, si rappresenta da quindici anni e l'Italia è il paese meno cambiato al mondo. Soltanto ogni giorno un po' più volgare, ignorante e incattivito.
È la politica che cambia le cose, e quella non c'è più.

il loro punto di vista ed i commento sul blog del BRUNO