dall'Adige di oggi - l'articolo di Michele Ianes
Alla riscoperta di un autentico tesoro: il "Bosco della città" di Rovereto, area verde un po' dimenticata dai cittadini, si rivela un ambiente ricco di fascino, abitato da un'incredibile quantità di specie vegetali ed animali.
E' sufficiente una camminata di un quarto d'ora circa da piazza Rosmini verso la Vallunga per trovarsi immersi in una natura spontanea e generosa, in cui il canto dell'upupa rincorre il suono delle fronde arboree e la biodiversità raggiunge livelli da record: nella zona si contano 40/50 specie vegetali diverse ogni 25 metri quadri di terreno.
E non è tutto: gli antichi masi della zona riservano sorprese di grande valore storico e culturale, come la chiesetta settecentesca dedicata alla Madonna dell'Aiuto al Maso Michelini in Vallunga. Bellezze che sono state al centro, ieri pomeriggio, di un'escursione per la cittadinanza organizzata dalla circoscrizione di Rovereto Centro, dal Comune di Rovereto e dal Museo Civico.
Una passeggiata nel bosco in compagnia degli esperti del Museo Civico e dei Custodi forestali del Consorzio "Alta Vallagarina" organizzata allo scopo di far conoscere e riscoprire la zona, che fa parte del "Sic" (Sito di Importanza Comuntaria, cioè area tutelata a livello europeo per la difesa della biodiversità) di Monteghello.
I partecipanti (un centinaio circa) hanno affrontato un percorso nel cuore del Centro della città e della Vallunga accompagnati da due guide brave e preparate: Antonio Sarzo, docente di geografia presso l'istituto Fontana di Rovereto e collaboratore del Museo civico, e Filippo Prosser, botanico e dipendente del Museo civico (è intervenuto anche il custode forestale Alessandro Macchiella). Anche se è sufficiente l'occhio del profano per accorgersi della straordinaria varietà vegetale della zona, le spiegazioni delle guide hanno permesso di identificare le più interessanti: dal rarissimo verbasco alla quercia roverella (che dà il nome alla città di Rovereto), dall'aglio montano alla robinia (da cui si origina il nostro miele d'acacia), dall'orchidea selvatica alla ginestra. Una prosperità dovuta alle favorevoli condizioni del suolo e della temperatura, che si sviluppa sui cosiddetti "prati aridi" molto diffusi nella zona e minacciati dall'avanzare dei piccoli alberi e dei cespugli: per il prossimo agosto il servizio foreste della Provincia ha predisposto un intervento straordinario di manutenzione per salvaguardare i prati.
Immersa nei 147 ettari del "Sic" di Monteghello (che ospita 550 specie vegetali, il 20% di quelle dell'intero Trentino) la zona è popolata da tantissime specie animali: il raro pipistrello Rinolofo maggiore, che si rifugia in grotte e trincee, il cervo volante e il cerambicite della quercia (due fra i più grandi coleotteri d'Europa), la poiana, il gufo reale, il succiacapre, il nibbio, il falco pellegrino. Nel cuore del bosco sorge poi "Sperimentarea", struttura per la ricerca scientifica e didattica del Museo Civico, che ospita anche allevamenti sperimentali di api, lombrichi e chiocciole. E nell'area si sviluppano anche due percorsi con pannelli informativi, quello "della salute" e quello didattico, quest'ultimo dedicato a Luciano Maffei, naturalista e fotografo, socio del Museo Civico scomparso quattro anni fa. Organizzata con la collaborazione del Consorzio per il servizio di vigilanza boschiva "Alta Vallagarina" e il Gruppo Scout Cngei di Rovereto, la giornata ha fatto centro, considerati i commenti entusiasti dei partecipanti. Ora, come sottolineato anche dall'assessore all'agricoltura e foreste di Rovereto Giuliano Vaccari, la priorità è valorizzare e promuovere quest'area incantevole.
Un vero regalo di Madre natura alla città di Rovereto, che non possiamo permetterci di ignorare.
un ringraziamento particolare a Renato Stedile per l'impegno, la dedizione, la tenacia e la resistenza agli attacchi dei soliti scettici che, in consiglio, lo hanno accusato di far perdere tempo per cose che non interessano a nessuno.
GRAZIE!!!