martedì, 30 ottobre 2007

E' un periodo che viaggio spesso in treno...

Ogni tanto mi capita di andare a Roma e sono un sostenitore accanito del viaggio in treno... molto meno stressante dell'aereo, più comodo e funzionale: l'intercity delle 17.05 (se non sbaglio)  ti scarica nel centro di Roma in 5 ore, ti permette di lavorare tutto il giorno e concludere le tue attività durante il viaggio, con calma con il tuo pc comodamente appoggiato sul tavolino e.

Il viaggio in aereo, che dura un'ora circa tra VR e Fiumicino ti obbliga a: alzarti alle 5.30, correre in aereoporto per il chek in, aspettare l'imbarco, salire sull'autobus che ti porta all'aereo, aspettare che tutti prendano posto, che la pista sia libera che gli assistenti di volo abbiano chiuso le porte, armato gli scivoli spiegato cosa fare in caso di ...

SPEGNERE TUTTE LE APPARECCHIATURE ELETTRONICHE

atterrare, aspettare di raggiungere il gate, uscire dall'aereoporto (se non sai a memoria l'itinerario per la stazione sei finito) fare 1 ora di treno per arrivare a Termini e da lì prendere la metropolitana.

tempo: 4 ore!!! e tutte le stesse operazioni + il pagamento del parcheggio al ritorno

In un recente convegno sulla mobilità a CastelFOLK il presidente di Trentino Trasporti SPA sosteneva che sarebbero necessari maggiori investimenti sulla ferrovia per permettere alle persone di spostarsi velocemente tra roma e milano.

Ecco cosa sta facendo il nostro SERVIZIO FERROVIARIO

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categoria:viaggi, ambiente, mobilità e trasporti
giovedì, 25 ottobre 2007

segnalo, sul sito della massa critica, il convegno sulla mobilità organizzato all'interno dell'iniziativa fa la cosa giusta organizzata da trentino arcobaleno

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categoria:politica, mobilità e trasporti
martedì, 23 ottobre 2007
Primarie: un pieno di votanti solo al Sud
Il Pd e il gelo del Nord
 
di Giuseppe De Rita
 
Cosa fatta per il Partito democratico, si può andare a capo. Occorre quindi guardare al futuro, ai problemi su cui il nuovo partito dovrà misurarsi e su cui sarà via via valutato; in particolare occorre guardare a due sfide delicate e complesse: quella del mondo giovanile e quella sul Nord Italia. Chi era andato ai seggi elettorali per un controllo visivo, aveva avuto la sensazione che in fila ci fosse in maggioranza gente matura d'anni. Nei giorni successivi ce ne hanno dato conferma dati più precisi: pur se di sondaggio solo il 19% dei votanti è sotto i 34 anni, mentre la metà di essi va oltre i 54 anni. È troppo presto per sollevare il dubbio che il Pd sia un partito di anziani, che vi si riconoscono in quanto forza di riformismo serio e pacato, lontano da tentazioni estremistiche. Ma non è troppo presto per riflettere sul pericolo di precoce senilità di un partito appena nato.
 
Si tratta di una riflessione urgente, perché il mondo giovanile rappresenta un oscuro contenitore: può essere un invaso di tensioni anche gravi e dure, per le venature di violenza che animano spesso il suo disagio; può essere un invaso di inerte poltiglia adolescenziale, dove ci si esalta solo su saltuarie tentazioni esperienziali. Quel che è certo è che i giovani sono oggi una realtà antropologicamente ambigua e sfuggente. Non sappiamo come essa si manifesterà in pubblico, se in disimpegno ludico di massa; o in violenza erratica variamente calibrata; o in esiti di esternalizzazione in piazza; o in una faticosa maturazione nel volontariato sociale o politico.
 
Qualcuno deve però proporre loro un'offerta sociopolitica, ma non ci sono oggi, nella cultura politica, molte idee e molti messaggi capaci di mobilitazione, solo che si pensi al Pd, dove le offerte erano certamente tante e differenziate (dalla tradizione cattolica al kennedismo) ma il fatto che solo un elettore su cinque sia stato giovane la dice lunga sulla scarsa propensione a recepirle. Lo stesso tipo di riflessione va tentato sulla seconda sfida che aspetta il Pd, quella del Nord. I dati sono sconcertanti: il nuovo partito risulta fortissimo nell'attirare gli elettori del Sud, con punte forse inaspettate per quel che riguarda la Campania (438 mila votanti), la Puglia (247 mila), la Calabria (208 mila) e la Sicilia (183 mila); risulta forte nelle regioni ad antico modello comunista (Toscana, Emilia, Umbria); e risulta invece molto flebile nelle regioni del Nord: dal Piemonte (dove ha votato praticamente un terzo dei votanti campani); al Veneto (dove hanno votato due terzi delle persone che hanno votato in Puglia); alla Liguria (dove gli elettori sono stati un terzo di quelli calabresi); e alla stessa Lombardia dove hanno votato 100 mila elettori in meno che in Campania.
 Queste constatazioni non bastano per affermare che al Nord il Pd rischia la poca consistenza. Ma bastano per segnalare che al Pd serve una strategia, perché l'ormai annosa «questione settentrionale» non diventi un problema per un partito che, nascendo adesso, ha bisogno di sfondare nelle realtà locali a più forte vitalità economica. Si potrà dire che, contrariamente a quanto avviene nel mondo giovanile, la questione settentrionale ha già superato la fase delle ambigue dinamiche antropologiche, di disagio non ancora focalizzato in esplicite opinioni politiche. Ma proprio questa focalizzazione rende l'elettorato del Nord meno permeabile a messaggi di nuova politica: non è forse un caso che i votanti settentrionali alle primarie siano stati solo il 24% del totale; ed ancor più che quel 24% scenda al 22% nel voto a Veltroni, candidato-messaggio per eccellenza. Ci sarà molto da fare in Padania. Forse il Pd è cosa fatta ma imperfetta o almeno incompiuta.
 
23 ottobre 2007
Editoriale del “Corriere della Sera”
mi è piaciuta l'analisi del NON voto giovane... Il mio campione di indagine mi aveva restituito più o meno i risultati che ho messo in neretto. Le persone con le quali ho parlato si dividono in due gruppi: o non si interessano assolutamente della politica e quindi non partecipano perchè non saprebbero che posizione prendere, o sono impegnati su altri fronti che trovano più soddisfacenti e appaganti: la politica delle scelte quotidiane.
i pochi che hanno votato sono gli addetti ai lavori che a fatica provano a tener testa alla gerontocrazia. Trovo comunque soddisfacente il risultato della Vallagarina: volti nuovi, giovani che nella costituente porteranno idee e freschezza e non difesa di posizioni ed interessi personali.
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categoria:politica, partito democratico
giovedì, 18 ottobre 2007

Mi è stato segnalata, a questo indirizzo la web cam puntata sulla rotonda. C'è una discussione aperta sugli incidenti.

A me sembra che abbiano quasi tutti la stessa dinamica: chi si trova nella corsia interna della rotonda tende a proseguire dritto senza occuparsi di chi, alla loro destra, continua a percorrere la rotonda. Qualche altro, decisamente più raro, riguarda veicoli che saltano la precedenza e si innestano nella rotonda.

Io  penso che sarebbe necessaria un pò di calma e rispetto del codice da parte degli automobilisti. Di sicuro la soluzione non è felice, ma non è corretto tagliare la strada a chi percorre tranquillamente la rotonda senza preoccuparsi di quello che succede.

Cosa ne pensate? c'è qualcuno che ha in mente qualche altra soluzione tecnicamente compatibile?

Io interrererei la statale (come a VR o in tante altre città) in prossimità degli incroci più significativi... La rotonda dello stadio ne è un esempio: chi prosegue diritto non deve preoccuparsi di nulla!

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categoria:mobilità e trasporti
lunedì, 15 ottobre 2007

su questo blog potete trovare tutte le informazioni per votare il vostro blog preferito: tra i finalisti compare anche l'occhiodirovereto, che scruta con attenzione gli avvenimenti della città, scopiazzato dalla stampa in molte occasioni, agli onori della cronaca per la web cam sulla rotonda e per moltissime altre discussioni in corso

VOTATE - VOTATE - VOTATE

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categoria:territorio
sabato, 13 ottobre 2007
Allenamenti serrati per la maratona:
«Penso a Dellai e mi sfogo»



secondo voi come mai nonostante quello che dice non esce dalla Giunta?


- è bello fare lotta e governo
- se esce non sarebbero rispettate le quote rosa
- prima del 2008 meglio avere visibilità
- il partito non permetterebbe una scelta così decisa
- è un sacrificio dettato dal senso di responsabilità
- non è possibile "rompere" la coalizione in fase di costituzione del PD
- per portare a termine i suoi progetti di politica culturale

la foto, il titolo ed il sottotitolo sono tratti dall'Adige di venerdì 12 ottobre

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categoria:politica, sport
venerdì, 12 ottobre 2007

Mi sono candidato due volte alle elezioni comunali. In tutte e due le occasioni mi sono sempre chiesto, e chiedevo ai miei compagni come mai non si ragionasse insieme alla margherita, per una lista unica e per un progetto unitario. Il candidato sindaco era "condiviso" e mi sembrava inutile stare a costruire liste con criteri anagrafici, professionali, generazionali, di residenza tanto per avere 40 candidati.

Il risultato di questo sforzo, sia per ROVERETO INSIEME (lista civica composta da cittadini, DS, RETE e SOLIDARIETA') che per la MARGHERITA è sempre stato quello di avere 10 candidati di qualità e un lungo elenco di portatori d'acqua senza chanche. Riempire la lista, poi, diventa sempre più difficile, visto che la partecipazione alla politica è sempre più scarsa e meno disinteressata.

Quindi, cari bamboccioni, VOTATE, VOTATE, VOTATE!

Vi prego di soprassedere al fatto che i candidati del partito nuovo sono sempre i soliti, che la discussione sul partito democratico in trentino (per il quale penso sia giusto aver rinviato il tutto) abbia stufato, nonostante si stiano sprecando più energie per decidere se il presidente di seggio andrà alla margherita o ai ds piuttosto che a parlare con la gente e VOTATE, VOTATE, VOTATE

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categoria:politica, partito democratico
giovedì, 11 ottobre 2007

nella seduta del consiglio circoscrizionale di martedì sera si è affrontato il tema di via Paganini... quel giorno era uscito sulla stampa (IL TRENTINO - pag. 26) che i residenti chiedevano a gran voce la chiusura di via Paganini.

Dall'articolo sembra emergere che la Circoscrizione possa decidere l'eventuale chiusura della strada e di conseguenza possa autonomamente decidere che corso Bettini può essere transitabile solo verso nord.

I fatti di martedì:

In sala erano presenti 3 residenti di via Paganini che hanno manifestato la loro volontà di avere la strada aperta.

tutti i presenti hanno concordato sul fatto che l'attuale situazione è molto influenzata dall'attuale chiusura di Corso Rosmini.

Nello stesso modo tutti i presenti hanno sottolineato che se un maggior controllo sulla svolta a sinistra verso via Paganini per chi proviene da Piazza Rosmini ridurrebbe il traffico in modo considerevole

tutti sono convinti che via Don Rossaro è già sufficientemente trafficata e che via don Giovanni Bosco lo sarà a breve vista la cubatura realizzata sull'area ex Campostrini.

tutti hanno preso atto che via Paoli e via Baratieri siano sufficientemente cariche di traffico: mi piacerebbe sapere cosa pensano i commercianti che stanno inventanto un sacco di iniziative pur di tenere vivo quel pezzo di via Paoli con i negozi (vedi stessa pagina del TRENTINO del 9 ottobre).

Considerazioni politiche:

cosa succederà quando si aggiungerà a tutto questo il condominio di 13 piani al posto della stazione delle corriere?

e quando si affronterà in modo serio il problema della variante ad EST della città.... che potrebbe eliminare definitivamente tutti questi problemini? che potrebbe rendere pedonale tutto il tratto che va dal Mart a piazza Podestà,  che potrebbe dividere in due la città (come succede a TN con piazza Fiera) per disincentivare l'uso dell'auto per andare dal Brione a via Dante?

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categoria:politica, circoscrizione centro, mobilità e trasporti
giovedì, 11 ottobre 2007

ieri è iniziata l'avventura del "vivaio"... penso sia una grande occasione per riflettere sul presente e sul futuro del nostro territorio, con la volontà di provare ad affrontare i temi per la loro complessità e non partendo da presupposti ideologici che ingessano ogni ragionamento.

l'inaugurazione di ieri è stato il primo passo di un lavoro che mi auguro bello, interessante e produttivo. 

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categoria:politica, territorio
lunedì, 08 ottobre 2007
Martedì 16 ottobre,
Ore 18:30 – Trento, sede di Legambiente, Via Oss Mazzurana 54
Enrico Gorini* presenta Jungo
* ideatore di Jungo e Presidente dell’omonima associazione www.jungo.it
 
Legambiente e Trentino Arcobaleno ti invitano a partecipare alla presentazione di una strategia innovativa per ridurre il traffico urbano ed extraurbano.
 
Enrico Gorini si fermerà con noi anche la sera (verso le 20:30) per impostare la sperimentazione di Jungo su una tratta trentina: chi fosse interessato a partecipare al gruppo di lavoro o volesse approfondire le tematiche presentate nel pomeriggio è il benvenuto!  
 
Cos’è Jungo - La strategia della pulce
Jungo è il sistema agile di mobilità urbana ed extraurbana che “sfrutta” il flusso naturale di automobili già in movimento (diversamente dal car-sharing e dal car pooling che sfruttano auto precedentemente ‘prenotate’). Come la pulce, l’utente ‘salta’ da una macchina all’altra; inoltre Jungo ‘aggredisce’ le punte di traffico perché, laddove c’è più passaggio di auto, il suo utilizzo risulta individualmente più efficiente. Tutti gli utenti registrati sono abilitati all’imbarco reciproco estemporaneo (cioè ‘a vista’); il sistema funziona quindi apparentemente come un autostop, ma non è un autostop perché non ne ha le controindicazioni. Quando l’utente si presenta su una direttrice viaria, esibendo la ‘card’ nominativa, questo significa per tutti tre cose: “chiedo un passaggio su questa direzione; voglio pagare; sono tranquillo”. Il rilascio della ‘card’ al richiedente è infatti subordinato al superamento di una precisa procedura di controllo sulla persona, rigorosa ma standardizzabile. Il concorso di ulteriori accortezze aumenta esponenzialmente la sicurezza reciproca del passaggio. Al termine della tratta il passeggero rimborsa il pilota con un ticket, prefissato da Jungo: quindi il vantaggio economico è bilaterale. Con uno o più passaggi in stile ‘Jungo’, l’utente può ridurre l’utilizzo della propria auto, i costi e i tempi connessi alla ricerca di un parcheggio, il fastidio di guidare ….  …e fare ogni giorno nuove conoscenze ! Il tempo medio di attesa (TMA) previsto per ciascun passaggio su strade di traffico medio-alto, raggiunta la massa critica di utenti dell’1% (utenti/popolazione di un territorio), è pari a 6 minuti. La strategia della pulce libera la “solidarietà latente” insita in molte persone, ed è adatta a menti spigliate. Il movimento conta quasi mille aderenti, e ha referenti locali in 11 città del Nord Italia. E’ allo studio un esperimento pilota a fini di ricerca e per creare la ‘culla’ di Jungo. La mission del movimento: ridurre le auto creando un mezzo ‘open source’, a diffusione generale, autoregolato, eco-sostenibile.
E anche allegro!
postato da: robertopallanch alle ore 08:14 | Permalink | commenti (4)
categoria:viaggi, ambiente, mobilità e trasporti