giovedì, 17 luglio 2008

ieri, giornata impegnativa, tra riunioni, incontri con gli studenti, riunioni con i colleghi...

tra tutto racconto di 3 cose:

1. ho dato le mie impronte digitali, per protestare contro questa forma di schedatura parziale della società, come se i pericoli arrivassero solo da una parte;

2. ho partecipato ad una riunione in preparazione dell'assemblea del PD che si terrà il 22 a Palazzo Adami. Stiamo iniziando un percorso faticoso verso un nuovo modo di fare politica... i processi sono lunghi e complessi, ma ci sono buone speranze;

3. in consiglio circoscrizionale abbiamo approvato un finanziamento importante per un'iniziativa del Coro Bianche Zime. Realizzeranno una mostra sulle canzoni di guerra, in occasione dei 90 anni dalla conclusione della I guerra mondiale. Una iniziativa molto interessante, ricca di documentazione, con una buona ricerca storica e bibliografica, con tanta passione da parte degli organizzatori. Ce ne fossero tante proposte del genere da valutare!!!

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categoria:politica, circoscrizione centro, partito democratico
martedì, 15 luglio 2008

l'apt di Rovereto

crushsite

www.castelfolk.it

www.castelfolk.splinder.com

e tu? cosa aspetti a linkare, promuovere, diffondere, l'appuntamento più interessante dell'estate?

musica, cultura, intrattenimento, riflessioni, impegno civile e divertimento in una sola occasione

diffondete a più non posso

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categoria:cultura, politica, ambiente, territorio, mobilità e trasporti
giovedì, 10 luglio 2008

di CURZIO MALTESE

dalla Repubblica di oggi 10/07/08

i più pigri possono leggere solo le parti in blu

ROMA - Manifestazioni come quella di Piazza Navona dell'altro giorno sono show business. Servono a sfogare i sentimenti di un pubblico di spettatori, servono ai protagonisti a vendere merci sul mercato: libri, dvd, spettacoli teatrali. Non servono a cambiare le cose. Quindi non sono politica. I guai cominciano se si scambia lo show business per politica e lo si prende sul serio.

Quando Beppe Grillo o Sabina Guzzanti o altri comici sanno di dover intervenire a una manifestazione pubblica, riuniscono i loro autori e chiedono un "pezzo" efficace. Un testo per una riunione politica è diverso da un testo comico per il teatro, ma segue regole rigide. Non dev'essere serio ma neppure troppo divertente: sarebbe un errore. Si bruciano belle battute del repertorio, che è giusto riservare al pubblico pagante dei teatri e dei palazzetti. Oltretutto, se la gente ride troppo, pensa. E se pensa non si scalda abbastanza, non urla. Bisogna dunque tenere alto il livello dell'emozione e "spararle grosse". Contro un bersaglio non scontato. Altrimenti non si fa notizia. Occorre anche valutare se alla manifestazione parteciperanno altri comici, come nel caso di piazza Navona. In tal caso il livello di fuoco aumenta, perché si corre il rischio di essere oscurati dalla concorrenza, in gergo televisivo "impallati".

La logica è simile a quella che si segue per lanciare un film o un libro in una comparsata televisiva importante, uno show del sabato sera o il festival di Sanremo. È inutile parlare del prodotto in sé, perché il pubblico se lo aspetta e si perde l'effetto sorpresa. Benigni, quando doveva lanciare un film, non andava a parlare del film da Baudo o dalla Carrà ma s'inventava memorabili performances, tipo toccare gli attributi di Baudo o palpare le curve della Raffaella nazionale, con gran successo di promozione. Non tutti naturalmente, parlando di sesso o di altri temi "bassi" - penso al magnifico "Inno del corpo sciolto" - mostrano il talento di poeta contadino di Roberto. Le allusioni sessuali comunque funzionano sempre, soprattutto in Italia. Un altro trucco è attaccare un bersaglio imprevisto e in teoria intoccabile. Insomma, se Grillo o la Guzzanti si fossero limitati ad attaccare Berlusconi, nessuno ne avrebbe parlato. Per questo, hanno spostato l'obiettivo sul presidente della Repubblica e sul Papa.

Nulla è lasciato al caso. Si tratta di strategie calcolate, testi scritti e riscritti, trucchi del mestiere di grandi teatranti. Stiamo parlando di professionisti. Dello spettacolo. Scambiati per professionisti della politica. Da un punto di vista morale saranno discutibili. Ma che c'entrano la morale o la politica? In Italia, nel volgere di pochi secoli, si è finalmente capito che etica e politica sono separate. Per la verità, lo si è capito fin troppo. Un giorno si capirà che anche politica e spettacolo sono campi separati. Per ora, il giorno è lontano.

Gli eventi creati di Beppe Grillo, dai Vaffa Day in poi, non sono azioni politiche. Il fine non è cambiare le cose, ma accrescere la popolarità del protagonista. Basterebbe un po' di lucida attenzione per comprenderlo. Purtroppo, chi vi partecipa e chi li osteggia non brilla in lucidità. La maggior parte dei bersagli di Grillo sono irrilevanti, innocui oppure marginali. Che importanza volete che abbia la presenza di diciotto parlamentari condannati in Parlamento, su mille, quando ce ne sono stati in passato due, tre, cinque volte tanti e 200 inquisiti? D'altra parte se la presenza in politica di un pregiudicato fosse un tema così importante, i seguaci di Grillo non si affiderebbero a lui, che ha una condanna definitiva e ricopre un ruolo politico, per quanto improprio, assai più importante dei diciotto messi assieme. Lo stesso discorso vale per altri obiettivi, come il doppio mandato, l'ordine dei giornalisti, i finanziamenti ai giornali di partito. Tutte storture, tutte battaglie condivisibili, s'intende, ma quisquilie. Nel caso del referendum sulla legge Gasparri non si tratta di una quisquilia, ma è ancora peggio. È un suicidio politico. Se si votasse oggi, quel referendum sarebbe una catastrofe per l'opposizione e un trionfo per Berlusconi.

Ma la cosa più probabile è che il referendum non si faccia, per fortuna. Nessuna delle altre proposte avrà poi uno sbocco politico. Che senso ha dunque sbattersi tanto? Senso politico, nessuno. Ma il comico ha enormemente aumentato il proprio seguito, pubblico, clientela. Dico subito che trovo indegno e ridicolo ogni moralismo in proposito. Grillo è un uomo di spettacolo, è grottesco giudicarlo sulla base di un metro politico o etico. In più, se guadagna tanto, se lo merita. Ha fatto scelte coraggiose che gli hanno impedito di accedere alla principale fonte di arricchimento degli attori, la televisione pubblica e privata. È giusto che si cerchi altre audience. Il blog è la principale alternativa e lui lo ha intuito fra i primi. Ma se fosse un po' più sincero, dovrebbe ammettere che il suo blog non è tanto uno strumento di lotta politica e confronto di opinioni (peraltro, sono tutti d'accordo) quanto un fenomenale punto vendita di merci autoprodotte. O quanto meno è l'uno e l'altro. Grillo è dotato di un altro talento tipico dei comici, la scelta dei tempi. I suoi interventi sono ottimamente calibrati. Non frequenti, non distanti.

Appena calano l'attenzione e le vendite, ecco l'evento, il vaffanculo col botto mediatico. Nelle settimane successive, le vendite e la popolarità schizzeranno di nuovo alle stelle. Gli altri hanno capito e lo imitano. Oggi la frase che gli agenti di spettacolo si sentono ripetere più spesso dagli attori, ma ormai perfino da registi, scrittori e professori di diritto comparato col saggio in uscita, è "facciamo una cosa alla Grillo, facciamo un gran casino". S'intende, per lanciare il prodotto. I più avveduti o i più aristocratici, come Nanni Moretti, si sono sottratti per tempo alla trappola.

L'interesse delle persone di spettacolo a usare eventi politici a fini di popolarità e commerciali è insomma piuttosto evidente. Come dovrebbero essere chiare le analogie di meccanismo e di linguaggio fra queste tecniche e il populismo berlusconiano. Misteriosa è invece la ragione per cui i politici e gli organizzatori si prestino a queste operazioni di marketing, dalle quali hanno tutto da perdere. Paolo Flores ha il grande merito di aver avviato con la manifestazione del Palavobis del 2002 la stagione dei movimenti che, negli anni successivi, riempì le piazze italiane di milioni di persone. Da storico e filosofo di valore, può stimare lui stesso l'abissale distanza che separa la sobria e feconda forza politica del Palavobis di allora con la sguaiata impotenza di Piazza Navona. L'ultima adunata non avvierà una stagione di protesta. Al contrario, può aver contribuito a stroncarla sul nascere.

I toni, i modi, l'eco mediatica per quanto parziale e magari ingiusta dell'evento, hanno contribuito a rafforzare il disegno del "nemico" berlusconiano. Il quale da anni cerca di rovesciare la questione centrale della criminalità delle classi dirigenti italiane nel suo contrario, l'emarginazione fra gli estremisti di chi difende la magistratura e i valori della Costituzione. Con gli insulti di piazza Navona gli si è reso un enorme favore.

Quanto ad Antonio Di Pietro, non gode forse degli stessi strumenti culturali di Flores, ma ha di sicuro fiuto politico. Capirà prima o poi che la strada in cui si è messo porta a un finale scontato: Grillo in cima alle classifiche dei best sellers e l'Italia dei Valori allo 0,5 per cento dei voti. Perché prima o poi gli toccherà dissociarsi, anzi ha già cominciato, e sarà bollato come codardo e venduto.

Ma in questo scambio di favori ed equivoci fra primedonne, l'unico aspetto che davvero intristisce è l'inganno del pubblico. Le persone che sono andate a Piazza Navona da cittadini e si sono ritrovati spettatori, come sempre. Hanno applaudito un idolo che attaccava un altro idolo. Portando a casa la sera il tacito, amaro dubbio che le cose non cambieranno. E come potrebbero? A colpi di eventi? Gli show servono a consolare, non a cambiare la realtà. Lo show di Berlusconi, che rimane l'inventore del metodo, si rappresenta da quindici anni e l'Italia è il paese meno cambiato al mondo. Soltanto ogni giorno un po' più volgare, ignorante e incattivito.

È la politica che cambia le cose, e quella non c'è più.

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categoria:politica
giovedì, 10 luglio 2008

il loro punto di vista ed i commento sul blog del BRUNO

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mercoledì, 09 luglio 2008

clikka sull'immagine per leggere il programma

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categoria:cultura, politica, ambiente, sport, territorio, mobilità e trasporti
mercoledì, 09 luglio 2008

100

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lunedì, 07 luglio 2008
MARTEDI’ 22 LUGLIO
NELLA SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE CENTRO (PALAZZO EX ADAMI)
PIAZZA SAN MARCO - ROVERETO
 
 
 
con il seguente ordine del giorno:
 
1. Informazioni dall'assemblea costituente;
2. formazione del circolo di Rovereto - raccolta disponibilità - apertura sede -organizzazione incontri e serate a partire da settembre – campagna tesseramento al PD;
3. formazione gruppo organizzativo temporaneo, raccolta disponibilità.
 
 
Il gruppo promotore del circolo di Rovereto:
 
Sandra Dorigotti, Claudia Merighi, Giulia Robol, Chiara Simoncelli, Roberto Pallanch, Roberto Passamani, Francesca Pollini
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categoria:politica, partito democratico
venerdì, 04 luglio 2008

mia mamma in questi due anni mi chiedeva: "e dopo cosa deventit?"

in realtà non è cambiato nulla: ho solo una nuova cassetta degli attrezzi che, forse, un giorno potrò utilizzare. E' stato come andare alla Fiera di S. Giuseppe o alla Lazzera, comprare un badile, una zappa, una forca e qualche altro attrezzo... perchè magari un giorno avrò un giardino.

Se mi vedete fare scenette come queste vorrà dire che mi sono montato la testa!!! autorizzati a darme na peada

dal sito di Rat Man, il miglior fumetto che mi è capitato tra le mani

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mercoledì, 02 luglio 2008

questa mattina ascoltavo a radio1 il programma "questione di soldi": arriva immediatamente dopo il notiziario regionale, alle 7.34 del mattino!!!

Uno dei messaggi mediatici più pressanti di questo periodo è quello riguardante il caro petrolio. Mi ha colpito molto l'intervista ad una ragazza che diceva: "da quando la benzina è aumentata così tanto cerco di usare meno l'automobile e di usare di più il mezzo pubblico o la bicicletta"

mi ha colpito perchè è vero che l'aumento del petrolio fa aumentare i costi di trasporto e di conseguenza i costi delle merci che, di conseguenza ricadono sui consumatori e aumenta l'inflazione ma:

  • i trasportatori riunitisi qualche giorno fa a Riva del Garda hanno chiesto di investire di più sul trasporto ferroviario e meno sulla gomma;
  • i cittadini usano meno l'auto;
  • le imprese cominciano a stare attente ai consumi;
  • gli enti pubblici razionalizzano l'uso dell'energia programmandone la gestione;
  • chi costriuisce o ristruttura casa non trascura la possibilità di usare energie alternative, riciclare l'acqua, etc.

se tutto questo viene realizzato succede che:

  • diminuisce la spesa pubblica;
  • diminuisce l'inquinamento e di conseguenza la spesa per il Servizio Sanitario Nazionale;
  • si razionalizza l'uso dei mezzi pubblici e di conseguenza può aumentare la qualità del servizio;
  • c'è meno traffico e muoversi in città diventa più bello

come sempre sono in difficoltà!!! ma chi ha ragione? qual'è il vero svantaggio?

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categoria:politica, ambiente, mobilità e trasporti
lunedì, 30 giugno 2008

suoneranno i La Crus

ore 21.00 - c/o studentato di S. Bartolameo - via Malpensada - Trento

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categoria:cultura